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News su Assegno divorzile e una tantum

Il definitivo tramonto del tenore di vita nell’attribuzione dell’assegno divorzile

17 Maggio 2021 | di Alice Di Lallo

Cass. civ.

Assegno divorzile e una tantum

L’assegno di divorzio ha funzione assistenziale, compensativa e perequativa. Il parametro per la sua attribuzione ha natura composita dovendo l’inadeguatezza dei mezzi o l’incapacità di procurarseli per ragioni oggettive essere desunta dalla valutazione di tutti gli indicatori contenuti nella prima parte dell’art. 5 comma 6, rivelatori della declinazione del principio di solidarietà.

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Assegno divorzile da rivedere se all’ex moglie è stata attribuita anche la proprietà esclusiva di un immobile

14 Maggio 2021 | di Redazione Scientifica

Cass. civ.

Assegno divorzile e una tantum

Al momento della cessazione del vincolo coniugale, la valutazione dei beni ricadenti nella comunione, in vista della loro divisione, è un fatto rilevante ai fini della determinazione dell’assetto patrimoniale tra le parti.

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Il Giudice deve attenersi al petitum per decidere sull’assegno divorzile

12 Maggio 2021 | di Redazione Scientifica

Cass. civ.

Assegno divorzile e una tantum

In tema di soluzione giudiziale della crisi familiare, le statuizioni che regolano gli aspetti economico-patrimoniali tra i coniugi incidono nell’area dei diritti a c.d. disponibilità attenuata e soggiacciono alle regole processuali ordinarie con il corollario del limite invalicabile della domanda, in quanto presuppongono l’iniziativa della parte interessata e l’indicazione, a pena di inammissibilità, del "petitum" richiesto al Giudice, potendo configurarsi come diritto indisponibile solo quello relativo alla parte del contributo economico connotata dalla finalità assistenziale.

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La nullità del vincolo matrimoniale non travolge le disposizioni economiche adottate in sede di divorzio

02 Aprile 2021 | di Nicola Frivoli

Cass. civ., Sez. Un., 31 marzo 2021, n. 9004.pdf

Assegno divorzile e una tantum

Il riconoscimento dell’efficacia della sentenza ecclesiastica di nullità del matrimonio religioso, intervenuto dopo il passato in giudicato della pronuncia di cessazione degli effetti civili del medesimo matrimonio, non impedisce la prosecuzione del giudizio di divorzio ai fini della decisione in ordine alla domanda di determinazione dell’assegno divorzile.

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Assegno divorzile: chiarimenti dalla Cassazione sulla determinazione della cifra dovuta all’ex coniuge

24 Febbraio 2021 | di Redazione Scientifica

Cass. civ.

Assegno divorzile e una tantum

In tema di divorzio, non possono computarsi nel patrimonio del coniuge creditore dell’assegno divorzile, calcolato ai sensi dell’art. 5, comma 6, della l. n. 898/1970, anche gli introiti percepiti dal medesimo a seguito di inadempimento nella corresponsione dell’assegno di separazione, corrisposti in unica soluzione a seguito di azione esecutiva svolta con successo.

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L’efficacia e i limiti dell’assegno divorzile

19 Febbraio 2021 | di Redazione Scientifica

Cass. civ.

Assegno divorzile e una tantum

La Corte di Cassazione si è espressa sul tema, affermando che l’assegno divorzile ha efficacia costitutiva decorrente dal passaggio in giudicato della statuizione di risoluzione del vincolo coniugale, permettendo al giudice di merito di poter anticiparne la decorrenza con adeguata motivazione e in relazione alle circostanze del caso concreto. L’assegno di mantenimento trova il suo limite temporale nel passaggio in giudicato della sentenza di divorzio. Solo qualora nel giudizio divorzile, nella fase presidenziale o istruttoria, siano emessi provvedimenti provvisori, temporanei ed urgenti, questi ultimi si sostituiscono a quelli emessi nel giudizio di separazione.

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Assegno divorzile e convivenza more uxorio: la Corte chiede un intervento delle Sezioni Unite

21 Dicembre 2020 | di Redazione Scientifica

Cass. civ.

Assegno divorzile e una tantum

La Cassazione, con ordinanza interlocutoria n. 28995/20, ha sollecitato l’intervento delle Sezioni Unite in merito alla questione se, instaurata la convivenza di fatto, definita all’esito di un accertamento pieno su stabilità e durata della nuova formazione sociale, il diritto dell’ex coniuge all’assegno di divorzile, sperequato nella posizione economica, si estingua comunque per un meccanismo ispirato ad automatismo, nella parte in cui prescinde di vagliare le finalità proprie dell’assegno, o se siano invece praticabili altre scelte interpretative che, guidate dall’obiettiva valorizzazione del contributo dato dall’avente diritto al patrimonio della famiglia dell’altro coniuge, sostengano dell’assegno divorzile, negli effetti compensativi suoi propri, la perdurante affermazione, anche, se del caso, per una modulazione da individuarsi, nel diverso contesto sociale di riferimento.

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L’ex marito può ottenere una riduzione dell’assegno divorzile con nuovi documenti prodotti in appello

03 Dicembre 2020 | di Redazione Scientifica

Cass. civ.

Assegno divorzile e una tantum

Nel giudizio divorzile in appello, che si svolge, ai sensi della l. n. 898 del 1970, art. 4, comma 15, secondo il rito camerale, di per sé caratterizzato dalla sommarietà della cognizione e dalla semplicità delle forme, va esclusa la piena applicabilità delle norme che regolano il processo ordinario ed è quindi ammissibile l’acquisizione di nuovi mezzi di prova, in specie documenti, a condizione che sia assicurato un pieno e completo contraddittorio tra le parti.

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La nuova relazione dell’ex moglie influisce sull’assegno divorzile?

20 Ottobre 2020 | di Redazione Scientifica

Cass. civ.

Assegno divorzile e una tantum

Deve essere annullata la pronuncia con cui i giudici di merito abbiano riconosciuto la sussistenza di un obbligo di contribuzione mensile a carico dell’ex marito laddove l’ex moglie abbia instaurato una nuova relazione con il nuovo compagno ed il giudice non abbia fornito adeguata motivazione in relazione ai requisiti di stabilità e continuità della stessa.

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Assegno divorzile e concreta verifica dell’attitudine dell’ex coniuge al lavoro

09 Settembre 2020 | di Redazione Scientifica

Cass. civ.

Assegno divorzile e una tantum

In tema di diritto all’assegno divorzile, l’attitudine dell’ex coniuge al lavoro assume rilievo solo se venga riscontrata una effettiva sopravvenuta possibilità di svolgimento di un’attività lavorativa retribuita, in considerazione di ogni concreto fattore individuale ed ambientale, e non già sulla base di mere valutazioni astratte e ipotetiche.

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