Focus

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Il «non decidere» all'udienza presidenziale: una prassi contagiosa

03 Giugno 2021 | di Giulia Sapi

Separazione e divorzio: udienza presidenziale

La funzione dei provvedimenti temporanei e urgenti che il Presidente del Tribunale è chiamato a prendere, anche d'ufficio, nell'interesse de coniugi e della prole, è di primaria importanza, in quanto latu sensu cautelare, nel contenzioso familiare. La non assunzione di detti provvedimenti può costituire un gravissimo diniego di giustizia.

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Effetti della morte del coniuge separato e del convivente di fatto sui diritti dei superstiti

18 Maggio 2021 | di Anna Pizzimenti

Successione legittima

La poliedricità che le relazioni affettive hanno manifestato nel corso degli ultimi anni non è stata assecondata da una corrispondente metamorfosi della normativa, la quale appare ancora arroccata su visioni monolitiche dell'”unione”, lato sensu intesa, fra persone, che fa del matrimonio il paradigma con cui “regolare” altri rapporti. L'apporto innovativo dato dalla legge n.76/2016 (cosiddetta legge Cirinnà) ha solo parzialmente spostato l'asse, per riequilibrare il sistema, tarandolo anche sulle unioni civili. A rimanere parzialmente esclusa è stata la “convivenza di fatto”, alla quale non sono state estese le medesime garanzie e le tutele previste per i coniugi e gli uniti civilmente. Nell'articolo che segue, in particolare, è sviluppata la disamina afferente ai diritti successori del coniuge separato e del convivente nei confronti del de cuius, che, successivamente alla separazione, abbia intrapreso una convivenza di fatto. Viene, inoltre, esaminata la disciplina relativa al diritto alla pensione di reversibilità e al trattamento di fine rapporto, facendo emergere le distonie del sistema normativo, a discapito proprio della relazione di convivenza, le cui tutele sono minime e non assimilabili, sul piano dei diritti successori e in materia di previdenza, a quelle del rapporto di coniugio e dell'unione civile. Auspicabile è, indubbiamente, un riallineamento di prospettive e una rivalutazione del tipo di tutele, anche de jure condendo.

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I principi della Cedu e i rapporti tra genitore e figlio

13 Maggio 2021 | di Sabina Anna Rita Galluzzo

Diritto di visita

Per un genitore e un figlio stare insieme rappresenta un elemento essenziale della vita familiare, anche se la relazione tra i genitori si è interrotta e pur in presenza di accesa conflittualità della coppia. Stabilendo questi principi la Corte europea dei diritti dell'uomo è più volte intervenuta a tutela del rapporto genitore-figlio. L'analisi dei principi espressi dai giudici di Strasburgo in materia mostra un'attenzione alla rapidità degli interventi delle autorità nazionali e all'effettività e congruità dei provvedimenti emessi in relazione alla regolamentazione dei rapporti del minore con il genitore.

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Il cognome del figlio: uno sguardo agli altri ordinamenti

03 Maggio 2021 | di Pompilia Rossi

Cognome

La Corte Costituzionale si pronuncia in data 14 gennaio 2021 (ordinanza n. 18) sulla questione della legittimità costituzionale dell'art. 262 c.c. primo comma, nella parte in cui si prevede che, al momento del riconoscimento effettuato contemporaneamente dai genitori alla nascita dei figli, quest'ultimo assume il cognome paterno. La questione è sollevata dal Tribunale di Bolzano che ha ravvisato la sua non manifesta infondatezza, laddove la norma non consente ai genitori di trasmettere il solo cognome materno. La Corte Costituzionale ha eccepito, nella ordinanza citata, che l'attuale sistema costituisce retaggio di concezioni non più coerenti con i principi dell'ordinamento e che vi è necessità di una disciplina organica secondo criteri ispirati al principio di parità.

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La legge applicabile alle cause di famiglia dopo Brexit

29 Aprile 2021 | di Paolo Bruno

Esecuzione: obbligazioni alimentari nell’Unione Europea

All’esito di un tormentato negoziato conclusosi con l’accordo di recesso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (L29/7) del 31.01.2020, l’UE ed il Regno Unito hanno gettato le basi per una prosecuzione di negoziati settoriali che avrebbero dovuto riempire di contenuti il primo. Sennonché, in materia di famiglia nulla è stato concordato prima della fine del periodo transitorio (31.12.2020) e pertanto da ambo le parti occorrerà riflettere sul futuro della cooperazione in un settore particolarmente delicato. Per quanto attiene, in particolare, alla legge applicabile alle controversie in materia di famiglia, le prospettive sono diverse a seconda che competente nel caso di specie sia il giudice italiano o quello del Regno Unito, giacché solo nel primo caso si farà ricorso ai vari strumenti – europei ed internazionali – che hanno riordinato la materia, mentre la normativa a cui il giudice d’oltremanica farà riferimento sarà sempre e solo quella nazionale.

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Riconoscimento ed esecuzione delle decisioni in materia di famiglia dopo Brexit

21 Aprile 2021 | di Paolo Bruno

Esecuzione: obbligazioni alimentari nell’Unione Europea

La creazione di un genuino spazio di libertà, sicurezza e giustizia ha favorito la circolazione delle sentenze all’interno dell’Unione europea, marcando le differenze rispetto ai rapporti con gli Stati terzi e realizzando uno dei più compiuti successi del progetto europeo: la garanzia di un’agevole portabilità delle decisioni adottate in un Paese e dunque della continuità dei diritti ivi riconosciuti. Riconoscimento ed esecuzione delle sentenze non sono stati declinati, tuttavia, allo stesso modo in tutte le materie su cui incidono ed il diritto di famiglia è stato il settore in cui si sono verificati i maggiori attriti tra le esigenze della circolazione delle decisioni ed i limiti imposti dalle diversità di tradizioni giuridiche e di visione dei legami familiari. Nei rapporti con il Regno Unito, in particolare, l’accordo di recesso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (L29/7) del 31.01.2020, con cui UE ed UK hanno gettato le basi per una prosecuzione dei rapporti in una molteplicità di ambiti, ha stabilito alcune regole per disciplinare la circolazione delle suddette decisioni durante il periodo transitorio.

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Dal “Pacchetto famiglia 2021” all’assegno unico: tutte le misure a sostegno della famiglia

08 Aprile 2021 | di Piercarlo Bausola

Permessi o congedi parentali

Nel mese di marzo sono stati adottati dal Governo Draghi, alcuni provvedimenti con effetti rilevanti in tema di tutela delle famiglie e dei genitori lavoratori. In particolare, il d.l. 13 marzo 2021, n. 30 e il cosiddetto “Decreto Sostegni”, d.l. 22 marzo 2021, n. 41 hanno introdotto modifiche o integrazioni alle discipline di smart working, bonus baby sitting, tutela dei lavoratori fragili, congedi straordinari per genitori ed altre misure a sostegno delle famiglie per contenere e contrastare l'emergenza epidemiologica. Ulteriore misura a sostegno delle famiglie è infine stata rappresentata dall’approvazione definitiva, il 31 marzo 2021, dell’assegno unico familiare. Nel presente contributo una panoramica delle principali novità.

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Il diritto/dovere di mantenimento dei figli maggiorenni

07 Aprile 2021 | di Giulia Sapi

Figli maggiorenni

L'art. 337-septies c.c. prevede che «il giudice, valutate le circostanze, può disporre in favore dei figli maggiorenni non indipendenti economicamente il pagamento di un assegno periodico. Tale assegno, salva diversa determinazione del giudice, è versato direttamente all'avente diritto». Al di là del perimetro giuridico che si vuol dare al diritto al mantenimento dei figli dopo la maggiore età, il suo presupposto è quello della non indipendenza economica, da valutare con rigore proporzionalmente crescente, in rapporto all'età del beneficiario, onde evitare che l'obbligo in capo al genitore possa essere protratto oltre ragionevoli limiti di tempo, in ragione di una funzione educativa del mantenimento, idonea a circoscrivere la portata dell'obbligo, sia in termini di contenuto, sia di durata, avendo riguardo al tempo occorrente e mediamente necessario per l'inserimento del figlio nella società.

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Alla ricerca del giudice competente nelle cause di famiglia dopo Brexit

22 Marzo 2021 | di Paolo Bruno

Esecuzione: obbligazioni alimentari nell’Unione Europea

Concluso il periodo transitorio entro cui l’Unione Europea ed il Regno Unito avrebbero dovuto trovare un accordo sulla disciplina delle regole in tema di giurisdizione, legge applicabile e circolazione delle decisioni in materia di diritto di famiglia, ad oggi, raggiunto l'accordo, molti sono i nodi da sciogliere che spetterà all'interprete dirimere.

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Il diritto del minore all'ascolto come realizzazione del suo superiore interesse

08 Marzo 2021 | di Sabina Anna Rita Galluzzo

Ascolto del minore

Il tema dell'ascolto del minore all'interno delle procedure giudiziarie che lo riguardano ha assunto da tempo una particolare rilevanza alla luce del fatto che lo stesso è passato dall'essere considerato mero oggetto di tutela, all'essere individuato come soggetto portatore autonomo di diritti. Il diritto a esprimere la propria opinione si traduce nella possibilità di condividere il proprio punto di vista e di essere parte attiva nei processi decisionali che lo coinvolgono. L'analisi della legislazione e della giurisprudenza in materia mostra come tale diritto abbia assunto nell'ordinamento un ruolo centrale in tutte le questioni che coinvolgono i minori e come l'ascolto sia espressione del principio del superiore interesse del minore e strumento della sua partecipazione nei processi decisionali.

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