Bussola

Residenza abituale del minore

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Sommario

Inquadramento | Il minore e la competenza territoriale | La residenza abituale e la competenza territoriale | La residenza abituale e la competenza giurisdizionale | La residenza abituale del minore ed il nuovo rito unificato in materia di persone, minorenni e famiglie |

 

*aggiornamento della Bussola a cura di Caterina Costabile    La nozione di residenza trova espressa menzione codicistica nell'art. 43 c.c. che ne definisce i contorni e precisa che «La residenza è nel luogo in cui la persona ha la dimora abituale». Tale enunciazione si integra e completa con la nozione di domicilio, contenuta nel comma 1 dello stesso art. 43 c.c.. La residenza alla quale si fa usuale riferimento è quella anagrafica, quanto a dire quella conforme alle risultanze dei registri anagrafici di ogni Comune (secondo le dichiarazioni di cui all'art. 13, comma 1, d.P.R. 30 maggio 1989, n. 223) ma a fianco di questa, attestata dai certificati rilasciati dall'autorità amministrativa e oggetto di continuo aggiornamento su iniziativa della parte interessata, assume rilievo la residenza di fatto: si tratta di una nozione fondata non sulla corrispondenza tra la situazione effettiva e quella emergente dai registri della popolazione residente, bensì sulla prevalenza che assume la realtà del contesto abituale di vita rispetto a quanto invece risulta in via documentale e amministrativa. La residenza di una persona fisica assume rilievo in una molteplicità di ipotesi contemplate dall'ordinamento, così che, ad esempio, vi si fa riferimento ai fini delle pubblicazioni matrimoniali (...

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