Bussola

Diritto alle origini

(NUOVO AGGIORNAMENTO)

Sommario

Inquadramento | L'ordinamento internazionale | La volontà della donna di non essere nominata | Bilanciamento di interessi | L'intervento della CEDU | La Corte costituzionale e l'interpello | La giurisprudenza italiana | Il diritto di conoscere l'identità dei fratelli | Diritto di accesso ai dati sanitari della genitrice | Morte dell'adottato | Casistica |

 

La legge 184/1983, “Diritto del minore a una famiglia”, come modificata dalla l.149/2001, riconosce al minore adottato il diritto a essere informato di tale sua condizione e di accedere, divenuto adulto, ai dati relativi all'identità dei suoi genitori d'origine (art.28). È questo uno dei punti più innovativi e più discussi, introdotti dalla l.149/2001 che uniforma il nostro ordinamento alla Convenzione de L'Aja del 1993 (ratificata con l. 476/1998) sulla protezione dei minori e sulla cooperazione in materia di adozione internazionale, secondo la quale le autorità competenti di ciascuno Stato contraente devono conservare con cura le informazioni in loro possesso sulle origini del minore, in particolare quelle relative all'identità della madre e del padre, e devono assicurare l'accesso del minore a tali informazioni, con l'assistenza appropriata (art. 30). Ai sensi del citato art. 28 pertanto l'adottato, può accedere a informazioni che riguardano la sua origine e l'identità dei genitori biologici: raggiunta l'età di venticinque anni, raggiunta la maggiore età, se sussistono gravi e comprovati motivi attinenti alla sua salute psico-fisica. È necessaria comunque l'autorizzazione del Tribunale per i Minorenni che assume tutte le informazioni di carattere sociale e psicologico, al f...

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