Casi e sentenze

La relazione dell’investigatore privato costituisce prova documentale se non contestata

Le relazioni degli investigatori privati, in caso di contestazione, non possono avere efficacia probatoria se non mediante introduzione nel processo dei fatti precisi, circostanziati e chiari che il terzo (investigatore) abbia appreso con la sua percezione diretta e ciò mediante la raccolta della prova orale nel processo: il rapporto investigativo deve essere oggetto di conferma probatoria in quanto sia stato specificamente contestato dalla controparte (art. 115 c.p.c.), assumendo, altrimenti, un valore pieno di prova documentale.

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