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News su Assegno divorzile e una tantum

Assegno divorzile e concreta verifica dell’attitudine dell’ex coniuge al lavoro

09 Settembre 2020 | di Redazione Scientifica

Cass. civ.

Assegno divorzile e una tantum

In tema di diritto all’assegno divorzile, l’attitudine dell’ex coniuge al lavoro assume rilievo solo se venga riscontrata una effettiva sopravvenuta possibilità di svolgimento di un’attività lavorativa retribuita, in considerazione di ogni concreto fattore individuale ed ambientale, e non già sulla base di mere valutazioni astratte e ipotetiche.

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La Corte Suprema ritorna sulla differenza fra assegno di separazione e di divorzio

24 Aprile 2020 | di Redazione Scientifica

Cass. civ.

Assegno divorzile e una tantum

La Corte di Cassazione precisa la diversa natura dell’assegno di divorzio rispetto a quello di separazione, per poi soffermarsi sui presupposti dell’assegno divorzile e sull’incidenza del criterio del tenore di vita.

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Assegno divorzile: rileva sia la capacità del richiedente di procurarsi i mezzi di sostentamento sia le sue potenzialità professionali

25 Febbraio 2020 | di Katia Mascia

Cass. civ., sez. I, 13 febbraio 2020, n. 3661

Assegno divorzile e una tantum

Se la solidarietà post coniugale si fonda su principi di autodeterminazione e autoresponsabilità, non si potrà che attribuire rilevanza alle potenzialità professionali e reddituali personali che l’ex coniuge è chiamato a valorizzare con una condotta attiva, facendosi carico delle scelte compiute e della propria responsabilità individuale, piuttosto che al contegno, deresponsabilizzante e attendista, di chi si limiti ad aspettare opportunità di lavoro riversando sul coniuge più abbiente l’esito della fine della vita matrimoniale.

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Il mutamento di natura e funzione dell’assegno divorzile non costituisca ex se giustificato motivo valutabile ai fini della sua revisione

24 Gennaio 2020 | di Katia Mascia

Cass. civ.

Assegno divorzile e una tantum

Il mutamento sopravvenuto delle condizioni patrimoniali delle parti attiene agli elementi di fatto ed è necessario, a monte, che esso sia accertato dal giudice perché possa procedersi al giudizio di revisione dell’assegno divorzile, da rendersi alla luce dei rinnovati principi giurisprudenziali. Pur considerando l’ampiezza della formula adottata dal legislatore, consentire l’accesso al rimedio della revisione dando alla formula dei “giustificati motivi” un significato che si riferisca alla sopravvenienza di tutti quei motivi che possono far sorgere l’interesse ad agire per il mutamento, tra i quali anche una diversa interpretazione avallata dal diritto vivente giurisprudenziale, non pare opzione esegetica percorribile, in quanto non considera che l’interpretazione giurisprudenziale costituisce una chiave di lettura dei dati di fatto rilevanti per il diritto e non li produce essa stessa, né nel mondo fenomenico, né quale fonte normativa.

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Anche dopo le Sezioni Unite il parametro dell’assegno rimane l’indipendenza economica

05 Novembre 2019 | di Redazione Scientifica

Cass. civ.

Assegno divorzile e una tantum

I giudici di legittimità hanno osservato che il parametro dell’indipendenza economica (che non è né bloccata alla soglia della pura sopravvivenza né deve eccedere il livello della normalità) non è stato “sovvertito dalle Sezioni Unite n. 18287, ma solo parzialmente corretto”.

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Negato l’assegno divorzile all’ex coniuge anche se la relazione con il nuovo partner è terminata

07 Ottobre 2019 | di Redazione Scientifica

Trib. Savona

Assegno divorzile e una tantum

Il coniuge perde il diritto a percepire l’assegno divorzile nel caso in cui non dimostri che la coabitazione posta in essere con il nuovo compagno non sia finalizzata ad instaurare con lo stesso un vero e proprio rapporto di convivenza more uxorio e a costituire un nuovo nucleo familiare.

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Spese di casa a carico di una parte solo se c’è accordo

25 Settembre 2019 | di Redazione Scientifica

Trib. Milano

Assegno divorzile e una tantum

L’eventuale e rilevante squilibrio tra le posizioni economico- patrimoniali dei coniugi non solo non è condizione necessaria ma non e sufficiente al riconoscimento dell’assegno divorzile, dovendo essa dipendere dalle scelte fatte durante il matrimonio. L’accordo di separazione che prevede che una parte tenga a proprio carico alcune voci riferite all’abitazione può essere confermato in divorzio solo su accordo delle parti.

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Sì all’assegno divorzile anche se l’ex moglie ha percepito 200 milioni di lire in sede di separazione

11 Settembre 2019 | di Redazione Scientifica

Cass. civ.

Assegno divorzile e una tantum

L’accordo concluso dai coniugi in sede di separazione e concretizzatosi nel versamento di 200 milioni di vecchie lire alla donna, non è sufficiente per escludere il diritto della stessa all’assegno divorzile.

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48 anni non bastano a escludere la possibilità di garantirsi l’autosufficienza: negato l’assegno divorzile all’ex moglie

15 Luglio 2019 | di Redazione Scientifica

Trib. Novara

Assegno divorzile e una tantum

In assenza di prova del nesso di causa tra stato di disoccupazione e attività resa in ambito familiare, l’impossibilità di procurarsi mezzi adeguati, da parte del coniuge richiedente l’assegno, deve essere parametrata alla possibilità di reperire attività lavorativa idonea a garantire l’autosufficienza.

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Differenze reddituali causate dalle scelte comuni di vita: al coniuge richiedente l’onere della prova

01 Luglio 2019 | di Redazione Scientifica

Cass. civ.

Assegno divorzile e una tantum

Il coniuge che richiede l’assegno deve dimostrare che la sperequazione reddituale in essere, all'epoca del divorzio, sia direttamente causata dalle passate scelte comuni di vita.

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