Focus

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CTU: Linee Guida scientifico – deontologiche in ambito minorile

16 Settembre 2015 | di Marco Lagazzi, Sonia Oppici

Consulenza tecnica d’ufficio

Nella CTU in tema di affidamento del minore, la metodologia di accertamento ha sempre risentito della differenziazione, se non talvolta dell’eclettismo, della formazione del singolo perito, determinando molte difficoltà e diatribe in sede processuale. Per questo motivo si è affermata, mutuando dalla realtà anglosassone, la prassi di definire le regole standard di realizzazione delle diverse tipologie di CTU minorili.

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La protezione dei minori tra diritto internazionale ed europeo

01 Settembre 2015 | di Giuseppina Pizzolante

Responsabilità genitoriale: risoluzione delle controversie

La recente ratifica da parte dell’Italia della Convenzione dell’Aja del 1996 sulla competenza, la legge applicabile, il riconoscimento, l’esecuzione e la cooperazione in materia di responsabilità genitoriale e di misure di protezione dei minori è l’occasione per riflettere sulle diverse fonti multilevel che governano la materia. Difatti, la competenza dell’Unione europea in tema di famiglia e minori si è concretizzata nel corso di questi anni nell’emanazione di regolamenti che devono necessariamente essere coordinati con quanto previsto in ambito internazionale dalle pertinenti Convenzioni dell’Aja. A livello europeo e internazionale emerge, in particolare, come il quadro normativo tenda a garantire al minore, mediante le diverse misure, una sorta di continuità degli status che si realizza oltre i confini dello Stato membro/contraente di volta in volta rilevante.

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Il curatore speciale del minore nei procedimenti di competenza del tribunale ordinario

26 Agosto 2015 | di Rosa Muscio

Curatore speciale del minore

Il curatore speciale del minore è un istituto che ha visto ampliare il proprio ambito di applicazione nel momento in cui il minore ha cominciato ad essere considerato non più solo un soggetto passivo meritevole di tutela, ma un soggetto attivo portatore di diritti e interessi propri che devono trovare autonoma voce e specifica tutela nel processo.

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La nuova disciplina europea delle successioni: il Regolamento n. 650/2012

19 Agosto 2015 | di Ilaria Queirolo, Laura Carpaneto

Successione legittima

Il Regolamento europeo n. 650/2012, applicabile dal 17 agosto 2015, ha disciplinato la competenza giurisdizionale, la legge regolatrice e la circolazione delle decisioni e degli atti pubblici in materia successoria, introducendo il cd. certificato successorio europeo, strumento attraverso il quale è possibile certificare la qualità di erede, legatario o amministratore della successione nonché l’attribuzione di uno o più beni dell’eredità.

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Il nuovo art. 2929-bis c.c. introdotto dal d.l. n. 83/2015: più deboli fondi patrimoniali, donazioni, atti di destinazione e trust

06 Agosto 2015 | di Nelson Alberto Cimmino

Fondo patrimoniale: oggetto

L’art. 2929-bis c.c., introdotto dal d.l. n. 83/2015, approvato in via definitiva dal Senato il 5 agosto 2015 con legge di conversione in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, stabilisce che il creditore, che sia pregiudicato dal compimento di specifici atti indicati dal legislatore relativi a beni immobili o mobili registrati, posti in essere successivamente al sorgere del credito, può aggredire i beni senza dover prima ottenere una sentenza dichiarativa di inefficacia. La nuova disposizione si inserisce dunque nel sistema di norme previste a tutela dei creditori, con l’evidente scopo di semplificare e velocizzare le procedure esecutive relative a beni immobili o a beni mobili registrati.

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Contenuti e limiti del diritto degli ascendenti dopo la sentenza della Corte di Strasburgo 20 gennaio 2015

04 Agosto 2015 | di Giuseppe Buffone

Ascendenti: diritti e doveri

L’Autore, profittando della recente sentenza della Corte Edu Manuello e Nevi c. Italia, analizza il quadro complessivo della giurisprudenza, italiana e internazionale, dei rapporti tra ascendenti e nipoti, soffermandosi in particolare sul mutamento - non solo sociale ma anche giuridico - della qualità della relazione parentale che non può essere ridotta alla mera previsione di un semplice diritto di visita ma deve, semmai, estrinsecarsi in un rapporto continuo e intenso che non può essere interrotto (o bloccato) da elementi estranei all’interesse del minore. Il rapporto tra nonni e nipoti rientra peraltro nel concetto di vita familiare che ogni singolo Stato ha il dovere di proteggere non solo evitando illecite intrusioni ma anche predisponendo tempestivamente (essendo il tempo un fattore determinante nella qualità dei rapporti familiari) misure di carattere positivo atte al raggiungimento dello scopo.

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Il Regolamento UE n. 1259/2010 e l’impatto del divorzio breve

29 Luglio 2015 | di Alberto Figone

Divorzio internazionale: legge applicabile

Dopo una premessa sul contenuto del Regolamento UE n. 1259/2010 e sulla sua applicazione giurisprudenziale, vengono esaminati i rapporti tra detta disciplina e quella del c.d. divorzio breve, di recente introduzione nel nostro Paese.

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Delibazione di sentenza canonica e giudizio di divorzio. Quale tutela per il coniuge meno abbiente?

20 Luglio 2015 | di Rita Russo

Delibazione di sentenze ecclesiastiche di nullità del matrimonio ed effetti

La pronuncia di invalidità matrimoniale priva il matrimonio di effetti ex tunc, salva la disciplina del matrimonio putativo. Il divorzio invece è una pronuncia con effetti ex nunc. Vi sono sensibili differenze tra la posizione del coniuge divorziato, che mantiene taluni diritti ed obblighi connessi alla pregressa validità del rapporto matrimoniale, e quella del coniuge putativo che gode solo di una tutela limitata. La disciplina del matrimonio putativo si applica anche, ricorrendo il presupposto della buona fede, al caso del matrimonio dichiarato nullo da un tribunale ecclesiastico, qualora la sentenza sia positivamente delibata dalla Corte d’appello competente. Il venire meno della riserva di giurisdizione in favore dell’autorità ecclesiastica rende possibile la contemporanea pendenza di un giudizio di divorzio (o di separazione) e di un giudizio di delibazione della sentenza ecclesiastica. In tali casi occorre verificare quali diritti ed obblighi conservano le parti interessate, e se dopo la delibazione della sentenza ecclesiastica mantengono validità ed efficacia le decisioni adottate nel processo di divorzio.

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Diritto di visita e nuovo partner

09 Luglio 2015 | di Francesco Logoluso

Diritto di visita

Il presente focus esamina la più recente giurisprudenza di legittimità e di merito con cui è stato superato l’iniziale ostracismo interpretativo in materia di diritto di visita da parte del genitore non collocatario alla presenza del nuovo partner. La Corte di Cassazione, infatti, nel 2009 ha statuito la legittimità di tale visita, con l’unico temperamento rappresentato dalla tutela del supremo interesse del figlio minore, per il quale tale situazione andrà evitata allorché possano derivarne conseguenze deleterie (o anche solo rischi).

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La pratica collaborativa

02 Luglio 2015 | di Debora Ravenna

Mediazione familiare

La pratica collaborativa consiste in un processo di negoziazione stragiudiziale che coinvolge le parti in maniera diretta nelle trattative, assistite dagli avvocati ed eventualmente da altri professionisti (facilitatore, commercialista, consulente del lavoro, esperto dell’infanzia, etc...), con l’intento di trovare una soluzione concordata. Tutti i componenti del team devono essere formati alla pratica collaborativa perché devono adottare la stessa metodologia di lavoro; le riunioni si svolgono alla presenza delle parti e dei rispettivi professionisti, ogni aspetto viene trattato congiuntamente, nella massima trasparenza e collaborazione. Le parti devono essere disposte ad essere sincere e a fornire tutte le informazioni utili alle trattative senza nascondere nulla.

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