Focus

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Il “perimetro” dell’ascolto tra regole astratte ed esigenze concrete

02 Aprile 2015 | di Laura Maria Cosmai

Ascolto del minore

L’introduzione dell’istituto dell’ascolto del minore impone una riflessione sulla necessità di individuare le specifiche questioni su cui il fanciullo può e deve essere sentito. Se infatti è indubbio che debba essere ascoltato in tutti i procedimenti che lo riguardano e che hanno ad oggetto suoi diritti, nondimeno appare necessario delimitare il perimetro entro il quale l’audizione del minore può e deve muoversi. Anche la modalità di svolgimento come oggi delineata dall’art. 336 bis c.c. e art. 38 disp. att. c.c. impone la necessità di verificare se sopravvivano nel sistema tipologie di audizione differenti da quella – primaria - dell’ascolto diretto da parte del giudice nonché sulla sorte dei protocolli utilizzati nelle varie sedi giudiziarie per l’ascolto del minore.

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L’illecito endofamiliare

19 Marzo 2015 | di Giuseppe Buffone

Risarcimento del danno endofamiliare

Con alcune recenti pronunce (in particolare, in Cassazione: la decisione n. 16657 del 2014) la giurisprudenza è tornata sul tema della lesione endogena dei rapporti familiari, approfondendo la questione relativa alla liquidazione del pregiudizio di tipo non patrimoniale. In linea con le nuove tendenze che ripudiano il criterio liquidatorio puro, la giurisprudenza in esame richiama, ai fini della quantificazione del pregiudizio, dei parametri uniformi e oggettivi come le tabelle elaborate dall’osservatorio della Giustizia Civile di Milano.

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