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Negoziazione assistita: rigetto da parte del PM della richiesta di autorizzazione e incidente giurisdizionale

20 Agosto 2018 | di Vera Sciarrino

Negoziazione assistita

La l. n. 162/2014, che regola all'art. 6 la negoziazione assistita per la risoluzione delle crisi coniugali e/o genitoriali, non chiarisce il rapporto tra la fase del controllo rimesso al PM e la successiva fase avanti al Presidente del Tribunale nel caso in cui il PM abbia ravvisato che l'accordo di negoziazione non risponda all'interesse dei figli. Altra questione controversa attiene alla possibilità che il procedimento possa ritornare al PM dopo l'incidente giurisdizionale davanti al Presidente del Tribunale. L'Autore esamina le differenti soluzioni ermeneutiche connesse a tali problematiche anche alla luce delle diverse interpretazioni fornite dai giudici di merito.

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Il figlicidio. Casistica e ricostruzione del profilo criminologico

07 Agosto 2018 | di Alessandra Bramante, Viviana Lamarra

Infanticidio

Le percentuali riferite agli omicidi in famiglia sul totale degli omicidi commessi variano da luogo a luogo e per epoca storica, con motivazioni e vittime preferenziali differenti. Negli ultimi anni l’omicidio in ambito familiare ha interessato un sempre più ampio numero di professionisti che se ne occupano a vario titolo: specialistico, giuridico, informativo-culturale. Spesso ciò che colpisce, sia gli addetti ai lavori in ambito giuridico che l’opinione pubblica, è la diffusione di tali eventi criminosi trasversalmente in tutte le età, contesti sociali, culturali ed economici e la loro efferatezza a fronte di motivazioni dell’autore spesso considerate futili ...

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Il nuovo assegno di divorzio: funzione assistenziale, compensativa e perequativa

24 Luglio 2018 | di Annamaria Fasano


Assegno divorzile e una tantum

La Suprema Corte di cassazione reinterpreta la disciplina dell'assegno divorzile, sul presupposto dei principi espressi dalla sentenza Cass. n. 11504/2017, che vengono integrati, atteso che viene riconosciuta all'assegno di divorzio una funzione non solo assistenziale ma anche compensativa e perequativa, alla luce dei criteri individuati dalla prima parte dell'art. 5, comma 6, l. n. 898/1970.

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La Corte costituzionale e la filiazione nella maternità surrogata. Bilanciamenti tra legalità e best interest

03 Luglio 2018 | di Valeria Montaruli


Maternità surrogata

Nella delicata e complessa materia della filiazione nella maternità surrogata, la Corte costituzionale con sentenza n. 272/2017 in materia di azioni demolitorie dello status, è intervenuta sul rapporto tra il principio del favor veritatis e l'interesse del minore, anche se non chiarisce entro quali limiti la valutazione concreta di tale interesse abbia uno spazio autonomo rispetto all'accertamento del legame biologico. L'Autore si sofferma sulle implicazioni di tale pronuncia nelle future evoluzioni della giurisprudenza di merito, cui è demandato il difficile compito di effettuare in concreto tale operazione di bilanciamento.

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DAT: quando si nomina l'amministratore di sostegno?

19 Giugno 2018 | di Roberto Masoni

Disposizioni anticipate di trattamento (DAT)

In ipotesi di omessa nomina di fiduciario ad opera del disponente (ovvero laddove lo stesso non possa essere sostituito da altri nell'incarico cui ha rinunciato), le DAT mantengono efficacia in merito alle volontà del disponente stesso mentre, in caso di necessità, il giudice tutelare provvede alla nomina di un amministratore di sostegno.

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L'obbligo di mantenimento nel contratto di convivenza

12 Giugno 2018 | di Andrea Vitali

Contratti di convivenza

La legge 20 maggio 2016, n. 76, nel tratteggiare i diritti e i doveri che spettano reciprocamente ai conviventi di fatto, ha volontariamente omesso l'esistenza di un diritto al mantenimento dopo la cessazione della vita comune, in favore, invece, di un semplice e, invero, quasi irrealizzabile diritto agli alimenti a favore del convivente che versi in stato di bisogno. L'Autore, dopo aver analizzato le ragioni di un simile atteggiamento anche alla luce delle precedenti proposte legislative, pone l'accento sullo strumento dell'autonomia privata che lo stesso Legislatore ha consentito di utilizzare ai conviventi di fatto per regolare i propri aspetti patrimoniali (il contratto di convivenza), al fine di valorizzare comportamenti di tipo solidaristico anche dopo la cessazione della convivenza.

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Maltrattamento e violenza psicologica: disfunzionalità delle relazioni in ambito familiare

05 Giugno 2018 | di Alessandra Bramante, Viviana Lamarra

Maltrattamenti contro familiari e conviventi

La violenza domestica è un fenomeno sommerso, trasversale e continuativo, complesso in quanto emerge nelle relazioni interpersonali e affettive più significative per l’individuo, nell’ambito che nell’immaginario collettivo dovrebbe essere di tutela dello stesso (famiglia) e spesso integra in sé varie forme di violenza.

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Tutela della privacy dei minori rafforzata con il GDPR: chi apre l'account Facebook dell'infrasedicenne figlio di genitori separati?

25 Maggio 2018 | di Alessandro Simeone


Privacy, reputazione e crisi familiare

Il 25 maggio 2018 entra in vigore il Regolamento UE n. 679/2016 sulla protezione dei dati personali, meglio noto come GDPR (General Data Protection Regulation), che detta le nuove norme in materia di protezione della privacy. L'Autore si sofferma sulle forme di protezione dei dati dei minori e, in particolare, sui rapporti tra il GDPR e le varie forme di affidamento dei minori.

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Procedimento ex art. 250 c.c.: profili controversi di rito e di merito

10 Maggio 2018 | di Alberto Figone


Riconoscimento del figlio

L'Autore esamina le prassi giurisprudenziali, formatesi nel procedimento di cui al novellato art. 250 comma 4 c.c.. In mancanza di un intervento specifico della Suprema Corte, detto procedimento si configura a struttura talora unitaria, talora bifasica. Strettamente legata alla tipologia del rito è quella della sentenza che lo definisce, specie nell'ipotesi in cui, autorizzato il riconoscimento del figlio nato fuori del matrimonio, il genitore istante non vi provveda.

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La successione del convivente e il diritto di abitazione attribuito a causa di morte

16 Aprile 2018 | di Vera Tagliaferri

Convivenza

La successione del convivente è disciplinata in maniera frammentaria e non organica, con poche norme e nessuna che disponga un diritto successorio generale. Infatti, la l. n. 76/2016 non prevede che il convivente, neppure con una convivenza registrata, succeda al partner. La successione, perciò, è demandata agli strumenti tradizionali, mortis causa o inter vivos, come il testamento o le polizze vita. In alternativa, i conviventi potranno avvalersi di donazioni o altri atti inter vivos destinati a realizzare il programma successorio in maniera anticipata.

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