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Focus su Delibazione di sentenze ecclesiastiche di nullità del matrimonio ed effetti

Il nuovo processo canonico e la delibazione delle sentenze ecclesiastiche di nullità del matrimonio

07 Dicembre 2015 | di Alessandra Lanciotti

Delibazione di sentenze ecclesiastiche di nullità del matrimonio ed effetti

La riforma del codice di diritto canonico per le cause di dichiarazione di nullità del matrimonio (cann. 1671-1691), adottata dal Papa con la lettera apostolica motu proprio data “Mitis Iudex Dominus Iesus”, pubblicata l’8 settembre del 2015 e in vigore dall’8 dicembre 2015, introduce una forma di processo canonico più breve, da applicarsi nei casi in cui la nullità del matrimonio è sostenuta da argomenti particolarmente evidenti.

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La riforma del processo matrimoniale canonico

12 Ottobre 2015 | di Marco Canonico

Delibazione di sentenze ecclesiastiche di nullità del matrimonio ed effetti

Con la lettera apostolica “Mitis iudex dominus Iesus” per la Chiesa latina e correlativamente il motu proprio “Mitis et misericors Iesus” per le Chiese orientali, Papa Francesco ha operato la riforma del processo matrimoniale canonico. L’intervento introduce consistenti modifiche alla vigente disciplina procedurale prevedendo la possibilità che la sentenza di primo grado acquisti efficacia esecutiva in difetto d’impugnazione ed introducendo un procedimento abbreviato, sotto la responsabilità del Vescovo, per le cause che non richiedano approfondite indagini istruttorie o si fondino sulla comune volontà delle parti di conseguire la dichiarazione di nullità del vincolo.

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Delibazione di sentenza canonica e giudizio di divorzio. Quale tutela per il coniuge meno abbiente?

20 Luglio 2015 | di Rita Russo

Delibazione di sentenze ecclesiastiche di nullità del matrimonio ed effetti

La pronuncia di invalidità matrimoniale priva il matrimonio di effetti ex tunc, salva la disciplina del matrimonio putativo. Il divorzio invece è una pronuncia con effetti ex nunc. Vi sono sensibili differenze tra la posizione del coniuge divorziato, che mantiene taluni diritti ed obblighi connessi alla pregressa validità del rapporto matrimoniale, e quella del coniuge putativo che gode solo di una tutela limitata. La disciplina del matrimonio putativo si applica anche, ricorrendo il presupposto della buona fede, al caso del matrimonio dichiarato nullo da un tribunale ecclesiastico, qualora la sentenza sia positivamente delibata dalla Corte d’appello competente. Il venire meno della riserva di giurisdizione in favore dell’autorità ecclesiastica rende possibile la contemporanea pendenza di un giudizio di divorzio (o di separazione) e di un giudizio di delibazione della sentenza ecclesiastica. In tali casi occorre verificare quali diritti ed obblighi conservano le parti interessate, e se dopo la delibazione della sentenza ecclesiastica mantengono validità ed efficacia le decisioni adottate nel processo di divorzio.

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