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Focus su Assegno divorzile e una tantum

L'assegno per il coniuge tra separazione e divorzio

02 Novembre 2017 | di Antonio Mondini


Assegno divorzile e una tantum

Con la sentenza della Cassazione 10 maggio 2017, n. 11504, si è determinata una forte discrasia tra assegno di divorzio e assegno di mantenimento. L'Autore rilegge, alla luce del révirement giurisprudenziale la tesi diffusa secondo cui il Giudice del divorzio può disporre la somministrazione di un assegno anche in presenza di una pronuncia attributiva dell'assegno di separazione.

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Il “nuovo” assegno di divorzio secondo la Cassazione: modernità o arretramento?

19 Giugno 2017 | di Alessandro Simeone


Assegno divorzile e una tantum

Con le sentenze nn. 11504/2017, 11538/2017 e 12196/2017, la Suprema Corte di Cassazione ha modificato il concetto di assegno di divorzio, dovuto oggi al coniuge privo di mezzi, o che si trovi nell’impossibilità per ragioni oggettive di procurarseli, che gli permettano non più di godere del pregresso tenore di vita matrimoniale, bensì di essere economicamente indipendente. L’Autore analizza, con alcuni rilievi critici, il nuovo orientamento della Cassazione ponendo lo sguardo sul confronto con gli altri ordinamenti europei e indicando le prime linee applicative dei nuovi principi espressi dai Giudici di legittimità.

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Il punto sull'assegno di divorzio

08 Giugno 2017 | di Redazione Scientifica

Assegno divorzile e una tantum

Con la sentenza n. 11504 del 10 maggio 2017 la Corte di Cassazione opera una vera e propria rivoluzione copernicana dei presupposti e dei parametri di quantificazione dell’assegno divorzile. Questi gli articoli pubblicati in materia da ilFamiliarista.it.

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L’una tantum divorzile e i criteri per calcolarla

08 Marzo 2016 | di Alessandro Simeone

Assegno divorzile e una tantum

Ai sensi dell’art. 5 l. n. 898/1970, l’assegno periodico mensile di divorzio può essere sostituito, su accordo delle parti, da una prestazione “una tantum” che, per essere tale, deve essere giudicata “equa” dal Tribunale. Non esistono riferimenti normativi né precedenti giurisprudenziali che possano orientare l’operatore nel calcolare l’importo dell’una tantum che deve essere oggetto di trattativa tra le parti.

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