Focus

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Convivenza e assegno divorzile dopo le Sezioni Unite

25 Giugno 2019 | di Alessandro Simeone

Assegno divorzile e una tantum

In base alla giurisprudenza formatasi dopo il 2015, la successiva convivenza more uxorio determina il venire meno dell'assegno divorzile, al pari delle nuove nozze, rescindendo ogni legame con il pregresso tenore di vita. In particolare, dopo aver analizzato anche gli orientamenti della giurisprudenza di merito, bisognerà verificare se il principio espresso sia ancora utilizzabile dopo l'intervento delle Sezioni Unite sulla natura dell'assegno divorzile, non più connesso con il pregresso tenore di vita (né con il concetto di autosufficienza economica).

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Assegni di mantenimento e imposte sostitutive all'IRPEF

11 Giugno 2019 | di Massimiliano Ferrari

Assegni: lettura e dichiarazione dei redditi

L'art. 10 del testo unico delle imposte sui redditi (d.P.R. n. 917/1986, meglio conosciuto come TUIR) elenca quali sono gli oneri deducibili dal reddito imponibile IRPEF dei contribuenti persone fisiche.

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La difficile quantificazione dei compensi dell'avvocato familiarista

28 Maggio 2019 | di Antonella Ratti

Deontologia dell’avvocato di diritto di famiglia

Con l'entrata in vigore della riforma della professione forense (l. n. 247/2012), e del successivo d.m. n. 55/2014, è stata liberalizzata la pattuizione del compenso fra il professionista e la parte assistita e sono stati introdotti nuovi parametri per la quantificazione dei compensi degli avvocati in caso di mancato accordo fra le parti. Partendo dall'analisi dei due testi di legge, vengono esaminate le novità introdotte con l'intento di trovare possibili soluzioni per la quantificazione dei compensi per l'attività svolta dal legale nell'ambito del diritto di famiglia, delle persone e dei minori.

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Obbligo di mantenimento dei figli: criteri di quantificazione, modalità di assolvimento e revisione

14 Maggio 2019 | di Mariagrazia Pisapia, Maria Di Vece

Assegno di mantenimento per i figli

Nel caso di disgregazione dell'unione sia essa matrimoniale o non, ciascuno dei genitori è tenuto a provvedere al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito, salvo accordi diversi liberamente sottoscritti e l'assegno periodico posto a carico di un genitore deve rispettare i criteri previsti dall'art. 337 ter, commi 4-6, c.c. Con il raggiungimento della maggiore età dei figli non viene automaticamente meno l'obbligo dei genitori di contribuire al loro mantenimento. Tale obbligo cessa con il raggiungimento della cd. autosufficienza economica, da valutare caso per caso. Vengono pertanto analizzati gli orientamenti della giurisprudenza in merito al raggiungimento di tale presupposto e i diversi profili critici.

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L'assegnazione della casa coniugale in Italia e in Europa

29 Aprile 2019 | di Pompilia Rossi

Casa familiare: assegnazione

In tutti i paesi europei la casa familiare rappresenta la principale destinazione dei risparmi dei coniugi; in Italia, ad esempio, il suo valore corrisponde circa al 68% del patrimonio totale delle famiglie e ciò spiega come spesso, nella fase patologica del matrimonio, l'assegnazione dell'immobile sia uno dei principali motivi di aspri conflitti all'interno della coppia. A differenza delle previsioni normative degli altri Stati europei, in Italia non viene espressamente riconosciuto alcun diritto sull'abitazione al coniuge non titolare di diritti reali sulla stessa, il quale potrà ottenere una tutela solo se affidatario o prevalentemente convivente con la prole.

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La tutela dell'incapace che stipula un contratto senza il tutore, il curatore o l'amministratore di sostegno

10 Aprile 2019 | di Stefania Flore

Amministrazione di sostegno

Un incapace sottoscrive personalmente un contratto, senza l'assistenza del tutore, del curatore o dell'amministratore di sostegno, obbligandosi personalmente e quindi senza ben comprendere le conseguenze legali. A tale posizione si contrappone quella del contraente capace che, colpevolmente o meno, ha consegnato un bene all'incapace e rischia di veder pregiudicato il suo diritto alla controprestazione. Quali tutele sono previste nel bilanciamento dei due interessi?

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La kafala di diritto islamico nella giurisprudenza italiana: evoluzione e nuove prospettive di riconoscimento

26 Marzo 2019 | di Veronica Cesari

Affidamento a terzi

A quasi quattro anni di distanza dall'entrata in vigore della legge n. 101/2015 di ratifica ed esecuzione della Convenzione dell'Aja del 1996 in materia di protezione dei minori, il lungo e tormentato dibattito circa l'efficacia nell'ordinamento italiano della kafala di diritto islamico si appresta a vivere una nuova fase. Nonostante il Legislatore non abbia ancora provveduto a disciplinare con una specifica normativa il riconoscimento di tale istituto, l'evoluzione giurisprudenziale della Suprema Corte ha lentamente ricostruito le caratteristiche fondamentali della kafala, offrendole sempre maggiori autonomia e dignità. Nel ripercorrere le principali tappe evolutive della giurisprudenza di merito e di legittimità, il presente contributo si propone di offrire una visione d'insieme del dibattito, nonché dei più recenti orientamenti interpretativi in materia.

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Famiglie e formazioni sociali: la lesione del diritto fondamentale al rapporto di convivenza

05 Marzo 2019 | di Lorenzo Delli Priscoli

Risarcimento del danno esofamiliare

La famiglia, oltre a costituire sicuramente una formazione sociale ai sensi dell'art. 2 Cost., gode di un ulteriore riconoscimento quando sia fondata sul matrimonio ai sensi dell'art. 29 Cost.. Proprio questo ulteriore riconoscimento però, tracciando una distinzione tra famiglia fondata sul matrimonio di cui agli artt. 2 e 29 Cost. e famiglia di fatto o unione civile tra persone dello stesso sesso che godono di un riconoscimento costituzionale “soltanto” ai sensi dell'art. 2 Cost., crea inevitabilmente delle tensioni all'interno dell'ordinamento giuridico.

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Applicazione della Convenzione dell’Aja sulla sottrazione internazionale di minori in Giappone: problemi e prospettive

11 Febbraio 2019 | di Giorgio Fabio Colombo

Sottrazione internazionale di minorenni

Dopo molte reticenze, il Giappone ha finalmente ratificato la Convenzione dell’Aja sugli effetti civili della sottrazione internazionale di minori. Tale azione è stata salutata con grande favore dalla comunità internazionale; tuttavia, le aspettative relative al fatto che il Giappone potesse liberarsi della triste nomea di “Paradiso della sottrazione di minori” sono state parzialmente frustrate dalle prime applicazioni della Convenzione nel Paese. Permangono infatti ancora alcuni problemi sia strutturali, legati a peculiarità del diritto di famiglia giapponese, sia applicativi, generati dell’atteggiamento delle autorità locali nell’applicazione della normativa internazionale.

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Il consenso informato espresso per il paziente incapace all'autodeterminazione terapeutica

05 Febbraio 2019 | di Roberto Masoni


Inabilitazione e interdizione

Sotto la rubrica «Minori e incapaci», l'art. 3 della nuova legge sul consenso informato e sulle dichiarazioni anticipate di trattamento (l. n. 219/2017) accomuna il regime giuridico degli “incapaci (legali)”, agli effetti dell'espressione del consenso informato per i trattamenti sanitari. Minori, interdetti giudiziali (ovvero, ai sensi dell'art. 414 c.c.), inabilitati e persone sottoposte ad a.d.s., sono assoggettate ad un trattamento positivo omogeneo, in quanto, agli effetti del consenso/dissenso informato medico-sanitario, la loro volontà è manifestata, in luogo di essi, da parte del rappresentante legale, in ogni caso «tenendo conto della volontà espressa» dall'incapace.

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