Bussola

Stalking

15 Aprile 2015 | ,

Sommario

Inquadramento | Oggetto tutelato | Soggetti attivi e passivi | Condotte | Eventi | Indeterminatezza della fattispecie? | Elemento soggettivo | Circostanze aggravanti | L’ammonimento del questore | Profili processuali | Rapporti con altri reati | Misure cautelari (cenni) |

 

Il reato di stalking, termine mutuato dalla lingua inglese (il verbo di riferimento è to stalk, e che può essere tradotto con “seguire ossessivamente”, “braccare”, “perseguitare”), è stato introdotto nel nostro ordinamento recentemente, con il d.l. 11/2009, convertito in l. 38/2009, e la relativa disposizione, ossia l’art. 612-bis c.p., è stata già due volte oggetto di revisione da parte del legislatore: la prima per l’inasprimento della pena, con l’aumento del massimo edittale da 4 a 5 anni di reclusione (il minimo edittale sempre il medesimo: 6 mesi di reclusione), la seconda per la modifica di alcuni termini e l’inserimento di alcune nuove previsioni nel secondo e nel quarto comma. In particolare, il reato in esame punisce chiunque, mediante condotte reiterate, «minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita». I commi successivi prevedono circostanze aggravanti qualora il fatto sia commesso da persona legata affettivamente alla vittima o con l’utilizzo di strumenti informatici o telematici (comma 2) e qualora il...

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