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Separazione giudiziale: procedimento e impugnazioni

Sommario

Inquadramento | Competenza | Ricorso introduttivo | Fase presidenziale | Fase di trattazione | L'istruttoria | Indagini di Polizia Tributaria | Le impugnazioni |

 

Il codice di rito disciplina due differenti procedimenti di separazione, uno contenzioso, regolamentato dagli artt. 706 - 709 bis c.p.c., e l'altro, applicabile in caso di accordo dei coniugi, previsto dall'art. 711 c.p.c.. A tali procedimenti, a decorrere dal novembre 2014, si affianca quello di negoziazione assistita, che, pur non avendo natura giurisdizionale, consente la sottoscrizione di un accordo avente gli stessi effetti di un provvedimento giudiziario. Gli artt. 706 ss. c.p.c., come originariamente formulati, avevano un contenuto estremamente ridotto, coerentemente con il principio dell'indissolubilità del matrimonio che all'epoca permeava il nostro ordinamento. Per supplire alla laconicità di tale normativa, la l. n. 74/1987 di riforma della legge divorzile ha previsto all'art. 23 l'applicabilità di tali norme ai giudizi di separazione in quanto compatibili. La l. n. 80/2005, riformando gli artt. 706 ss. c.p.c., ha parzialmente ridotto la portata della previsione dell'applicazione analogica, che tuttavia continua ad operare con riguardo ad alcune previsioni di cui alla legge divorzile non richiamate nel codice di rito, come ad esempio la nomina di un curatore speciale in caso di incapacità di uno dei coniugi, o l'applicabilità del rito camerale al giudizio di appello...

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