Bussola

Riconoscimento del figlio

22 Giugno 2015 | ,

Sommario

Inquadramento | Il riconoscimento | La sentenza in luogo del consenso | Il riconoscimento del figlio incestuoso | Le forme del riconoscimento | Effetti del riconoscimento | Cognome e impugnazione del riconoscimento (rinvio) | Casistica |

 

La disciplina del riconoscimento dei figli «nati fuori dal matrimonio», come recita la rubrica del Capo a essa dedicato (artt. 250 ss. c.c.), è stata profondamente innovata dai recenti interventi legislativi (l. 10 dicembre 2012, n. 219 e d.lgs. 28 dicembre 2013, n. 154). Le modifiche hanno riguardato, com’è noto, la stessa definizione di “figlio” (non v’è quindi più differenza tra figlio legittimo e figlio naturale, come invece prevedeva la precedente formulazione delle norme), l’età dopo la quale è necessario l’assenso del figlio per procedere al riconoscimento (abbassata da 16 a 14 anni), la procedura giudiziale per ottenere il riconoscimento qualora sia rifiutato il consenso dell’altro genitore (la cosiddetta “sentenza in luogo del consenso”); è stata infine prevista la possibilità, per i genitori infrasedicenni, di procedere al riconoscimento del figlio qualora siano autorizzati dal giudice. Infine, la novellazione ha riguardato in particolar modo la disciplina del cognome (art. 262 c.c.) e la disciplina del riconoscimento per difetto di veridicità (art. 263 c.c.). Sul versante processuale, con la modifica all’art. 38 disp. att. c.c. il legislatore ha ritenuto di affidare la competenza nella materia de qua al tribunale ordinario, con l’unica eccezione di cui all’art. 251 ...

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