Bussola

Reclamo e contestazione dello stato di figlio

Sommario

Inquadramento | Premessa: status filiationis, atto di nascita e possesso di stato | Reclamo dello stato di figlio: presupposti; caratteri; esercizio dell’azione | Contestazione dello stato di figlio: presupposti, caratteri, esercizio dell’azione | Casistica |

 

Gli artt. 239 e 240 c.c. individuano rispettivamente, denominandole e precisandone l’operatività, le azioni di reclamo e di contestazione dello stato di figlio. Prima della riforma della filiazione, che ha introdotto lo “stato unico” del figlio, l’azione di reclamo (della legittimità) era il mezzo con il quale lo stesso poteva rivendicare lo stato di figlio legittimo, pur essendo privo del relativo atto di nascita ovvero, in mancanza, del possesso di stato, oppure in caso fosse stato iscritto sotto falsi nomi o come nato da genitori ignoti (cfr. art. 241 c.c., previgente); il figlio poteva poi rivendicare uno stato diverso qualora, a seguito di supposizione di parto o di sostituzione di neonato, fosse stato iscritto sotto falsi nomi, ancorché vi fosse un atto di nascita conforme al possesso di stato (si v. l’art. 239 c.c., nella formulazione previgente, che contemplava l’azione di reclamo insieme a quella di contestazione della legittimità). Il legislatore della riforma ha anteposto la norma sul reclamo (art. 239 c.c., sostituito dall’art. 14 d. lgs. 28 dicembre 2013, n. 154) a quella sulla contestazione dello stato di figlio (art. 240 c.c., sostituito dall’art. 15 d. lgs. 28 dicembre 2013, n. 154). L’esercizio delle due azioni, la legittimazione ed i relativi caratteri, risul...

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