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Reclamo contro le ordinanze presidenziali e le ordinanze del G.I.

25 Marzo 2015 |

Sommario

Inquadramento | Natura | Oggetto del reclamo | Termini per la proposizione | Svolgimento del giudizio | Il reclamo contro le ordinanze del giudice istruttore | Rapporti tra reclamo in corte d’appello e modifiche del giudice istruttore | Reclamo nei procedimenti riguardanti i figli non matrimoniali | Ricorribilità in Cassazione |

 

Già prima dell’intervento della l. 8 febbraio 2006, n. 54 giurisprudenza e dottrina si erano poste il problema della sottoposizione a gravame delle ordinanze presidenziali e di quelle del Giudice Istruttore, a modifica o revoca delle prime, nell’ambito dei giudizi di separazione e divorzio. Nel silenzio del dettato normativo, si escludeva l’applicabilità del reclamo al Collegio, anche da parte di coloro i quali riconoscevano natura cautelare alle ordinanze presidenziali (Trib. Roma 27 gennaio 1994; Trib. Catania 21 luglio 1993) con l’eccezione del Tribunale di Genova che, invece, ammetteva il reclamo ex art. 669 - terdecies c.p.c. nei confronti sia dei provvedimenti presidenziali sia dei provvedimenti di modifica del Giudice Istruttore (Trib. Genova 10 gennaio 2004; Trib. Genova 16 marzo 2001; Trib. Genova 22 novembre 2004; Trib. Rovereto 18 febbraio 2005). Sensibilizzato sulla questione, il Legislatore è intervenuto con la L. n. 54/2006 (c.d. Legge sull’affidamento condiviso) introducendo (art. 708 comma 4 c.p.c.) la facoltà per le parti di devolvere alla cognizione della Corte d’appello competente la decisione circa la correttezza o meno delle sole ordinanze presidenziali. La successiva l. 10 dicembre 2012, n. 219, modificando l’art. 38 disp. att. c.c., ha poi previsto l’app...

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