Bussola

Procreazione medicalmente assistita

Sommario

Inquadramento | Finalità e principi informatori della legge n. 40/2004 in materia di procreazione medicalmente assistita | Presupposti soggettivi di accesso alle tecniche | Le tecniche ammesse: la inseminazione omologa e la fecondazione assistita di tipo eterologo | Il divieto della “maternità surrogata” | Lo statuto dei diritti dell’embrione | La tutela del nascituro | Il riconoscimento dello status di figlio formato all’estero in violazione della normativa italiana: cenni | Casistica |

 

Secondo l’Istituto Superiore della Sanità sono tecniche di riproduzione assistita tutti quei trattamenti o quelle procedure di laboratorio che includono la manipolazione in vitro di ovociti e spermatozoi o embrioni allo scopo di avviare una gravidanza, compresa, secondo la normativa vigente in Italia, la pratica di inseminazione assistita. Tali tecniche vengono tradizionalmente suddivise tra quelle di tipo omologo, che avvengono tramite l’unione dei gameti, maschile e femminile, appartenenti alla coppia, e quelle di tipo eterologo, nelle quali viene fatto ricorso anche a gameti estranei alla coppia. Entrambe le tipologie di tecniche erano praticate in Italia fino all’entrata in vigore della legge 19 febbraio 2004, n. 40; anche le tecniche di fecondazione eterologa erano infatti considerate lecite ed ammesse senza limiti né soggettivi né oggettivi ed erano praticate in 75 centri privati (Relazione della XII Commissione permanente della Camera dei deputati presentata il 14 luglio 1998 sulle proposte di legge n. 414, n. 616 e 816 della XII legislatura). Tali centri operavano nel quadro delle circolari del Ministero della Sanità emesse rispettivamente il 1° marzo 1985, il 27 aprile 1987 e il 10 aprile 1992 e dell’ordinanza dello stesso Ministero del 5 marzo 1997. I pochi e settor...

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