Bussola

Privacy, reputazione e crisi familiare

08 Maggio 2017 | ,

Sommario

Inquadramento | Il diritto alla riservatezza | Relazioni familiari e diritto alla privacy nell’ambito del d.lgs. n. 196/2003 | Il reato di interferenze illecite nella vita privata (art. 615-bis c.p.) | Accesso abusivo ad un sistema informatico (art. 615-ter c.p.) | Il delitto di violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza (art. 616 c.p.) | I delitti concernenti le conversazioni telefoniche (artt. 617 e 617-bis c.p.) | L’esimente del diritto di difesa e il rispetto della reputazione | Casistica |

 

La prassi dei processi delle relazioni familiari (es. separazioni, divorzi, scioglimento dell’unione civile o delle convivenze, modifiche, procedimenti regolativi, ablativi o limitativi della responsabilità genitoriale) registra spesso un conflitto fra il diritto alla riservatezza e alla reputazione delle parti e il diritto di difesa. In particolare, non è affatto raro che uno dei coniugi si procuri egli stesso elementi di prova utili alla propria posizione processuale all’interno della casa coniugale dove, per definizione, l’accesso ad informazioni riservate è particolarmente agevolato dalla convivenza e dall’assenza di barriere fisiche all’intromissione nella sfera riservata altrui. Così come non è raro che sovente il difensore corra il rischio di indicare, nei propri atti e su indicazione della parti, fatti che, poi, all’esito del giudizio si rivelino non conformi al vero e che ledano la reputazione, l’onore o il decoro dell’altra parte. L’operatore deve dunque orientarsi per bilanciare il rispetto della normativa penale con il doveroso esercizio del diritto di difesa. In particolare deve tenere presente: a) la normativa di cui al d.lgs. n. 196/2003, sulla raccolta, il trattamento e la diffusione dei c.d. dati personali; b) l'art. 615-bis c.p. che reprime le interferenze il...

Leggi dopo