Bussola

Pensione (di reversibilità)

30 Aprile 2015 | , ,

Sommario

Inquadramento | Condizioni di accesso | Requisito della vivenza a carico | Ammontare e limiti di cumulabilità | Coniuge o parte di unione civile superstite | Ex coniuge o parte di unione civile superstite divorziato | Titolarità dell’assegno di divorzio | Coniuge superstite separato | Corresponsione dell’assegno una tantum | Quote della pensione di reversibilità | Cessazione del diritto alla pensione di reversibilità | Rilevanza della convivenza more uxorio |

 

La pensione di reversibilità, appartenente al più ampio genus delle pensioni ai superstiti, è una forma di tutela previdenziale che viene riconosciuta, nel caso di morte del pensionato, ai familiari del defunto, ossia al coniuge superstite, alla parte superstite dell’unione civile tra persone dello stesso sesso (art. 1 comma 20 l. 20 maggio 2016 n. 76) e ai figli minori e, a particolari condizioni, anche ai figli maggiorenni, ai nipoti minori, genitori, fratelli e sorelle (art. 13 R.D.L. 14 aprile 1939, n. 636, così come prima modificato dall’art. 2, l. 4 aprile 1952, n. 218 e poi sostituito dall’art. 22, l. 21 luglio 1965, n. 903). La medesima tutela previdenziale è riconosciuta, in presenza di determinate condizioni prescritte dalla legge, al coniuge superstite separato e al coniuge divorziato (a cui adesso è equiparata la parte dell’unione civile sciolta - art. 1 comma 23 L. 20 maggio 2016 n. 76), anche nel caso in cui il defunto abbia contratto nuovo matrimonio o unione civile e il nuovo coniuge o parte dell'unione civile sia ancora in vita.  

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