Bussola

Patto di famiglia

15 Giugno 2015 | ,

Sommario

Inquadramento | Natura giuridica | La forma | I soggetti | L’oggetto | La liquidazione dei legittimari non assegnatari. | Riflessi sull'apertura della successione del disponente | I legittimari sopravvenuti | Impugnative, conciliazione e scioglimento del patto |

 

Con la l. 14 febbraio 2006, n. 55 il legislatore, su spinta della Comunità Europea, ha inserito nel codice civile (nel Libro Secondo, al Titolo IV, dedicato alla divisione ereditaria) il capo V-bis e gli artt. 768-bis – 768-octies c.c., introducendo il  “patto di famiglia”.   In evidenza Il patto di famiglia è il contratto con il quale un soggetto (c.d. disponente), imprenditore o socio, trasferisce in tutto o in parte la sua azienda o le sue partecipazioni sociali ad uno o più discendenti (c.d. assegnatari), e questi ultimi, contestualmente o con atto successivo, liquidano tutti coloro che sarebbero legittimari del disponente qualora alla conclusione del patto di famiglia si aprisse la sua successione. La liquidazione può avvenire in denaro o con beni in natura, in misura  pari alla rispettiva quota riservata ai legittimari non assegnatari ex artt. 536 ss. c.c.. Il contratto realizza una forma contrattuale di successione anticipata e autonoma: non potranno essere esperiti  i rimedi della riduzione e della collazione con riferimento a quanto ricevuto dai contraenti.   L’esigenza che la nuova normativa intende soddisfare è duplice: da un lato si intende preservare il valore e la capacità produttiva dell’impresa, a fronte del c.d. “passaggio generazionale” (annoverato tra le...

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