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Modifica delle statuizioni relative ai figli non matrimoniali

18 Maggio 2015 |

Sommario

Inquadramento | Presupposti | Le modifiche concordate tra i genitori e l’esclusione della negoziazione assistita | Competenza per materia e rito applicabile | Competenza per territorio | Competenza giurisdizionale | Il trasferimento del minore e l’individuazione del giudice competente | Procedimento | Ascolto del minore | Istruttoria | Forma e contenuto del provvedimento | Impugnazione | Richiamo a procedimenti analoghi | Casistica |

 

L’art. 1, comma 2, L. 8 febbraio 2006, n. 54 ha introdotto nel Codice Civile l’art. 155-ter rubricato «Revisione delle disposizioni concernenti l’affidamento dei figli»; la norma è stata abrogata dall’art. 6, D.lgs. 28 dicembre 2013, n. 154, c.d. Legge sulla Filiazione, il cui art. 55 ha introdotto nel Codice Civile l’art. 337-quinquies «Revisione delle disposizioni concernenti l’affidamento dei figli». Tale norma disciplina l’ipotesi in cui i genitori (di figli minorenni o maggiorenni ma economicamente non autonomi o portatori di handicap), ancorchè non  coniugati, che abbiano visto disciplinare dall’Autorità Giudiziaria - a seguito della cessazione della convivenza - l’affidamento, l’esercizio della responsabilità genitoriale e il mantenimento della prole, intendano, uno di loro o entrambi, richiedere la revisione di dette statuizioni. La modifica della regolamentazione pregressa può essere chiesta in forma contenziosa ma altresì concordemente dai genitori.

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