Bussola

Mediazione familiare

Sommario

Inquadramento | Le origini | Normativa europea | Normativa italiana | Il mediatore familiare | Come funziona la mediazione familiare | Le ADR (alternative dispute resolution) nel diritto di famiglia | Aspetti processuali: il rito partecipativo, la mediazione disposta dal giudice |

 

La Carta europea del 15 ottobre 1992 (www.apmf.fr) alla quale ha aderito anche l’Italia, definisce la mediazione familiare un processo in cui il mediatore, terzo neutrale, viene sollecitato dalle parti, nella garanzia del segreto professionale e in autonomia dal sistema giudiziario, per fronteggiare la riorganizzazione resa necessaria dalla separazione, nel rispetto del quadro legale esistente. Secondo la Raccomandazione R (98) 1 del 21 gennaio 1998 del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa la mediazione è «un procedimento strutturato - che può essere avviato dalle parti, suggerito od ordinato da un organo giurisdizionale o prescritto dal diritto di uno Stato membro - in cui le parti di una controversia tentano, su base volontaria, di raggiungere un accordo con l’assistenza di un mediatore». Per la Raccomandazione 1639 (2003) del 25 novembre 2003 del Consiglio d’Europa lo scopo principale della mediazione consiste nel ristabilire la comunicazione tra i coniugi, con l'obiettivo di giungere ad un accordo idoneo ad una pacificazione e ad un miglioramento duraturi della loro relazione, senza discutere in termini di colpa o di responsabilità. Il procedimento di costruzione e di gestione della vita dei membri della famiglia è facilitato da un terzo indipendente ed imparziale,...

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