Bussola

Infanticidio

11 Giugno 2015 | ,

Sommario

Inquadramento | Il “vecchio” art. 578 c.p. e la causa d’onore | Soggetti attivi | Soggetti passivi | Elemento oggettivo e soggettivo | Circostanze | Infanticidio mediante omissione | Profili processuali |

 

Inserito nel titolo XII del libro II del codice penale («Dei delitti contro la persona»), e correttamente inquadrato tra i «delitti contro la vita e l’incolumità individuale», il reato previsto dall’art. 578 c.p. punisce, con la reclusione da 4 a 12 anni, la madre che cagioni la morte al proprio figlio nelle immediatezze del parto, qualora il fatto sia determinato da una particolare condizione, ossia quella di «abbandono materiale e morale» (art. 578 comma 1 c.p.), la quale sia a sua volta appunto connessa all’evento del parto. Le problematiche di rilievo che riguardano l’articolo in esame – e di cui si renderà analiticamente conto nel prosieguo della trattazione – possono essere riconducibili agli aspetti di natura temporale (la disposizione recita, testualmente: «immediatamente dopo il parto, o del feto durante il parto»; di conseguenza, qual è il discrimine tra il reato di infanticidio, di cui all’art. 578 c.p., e quello di omicidio ex art. 575 c.p., o di aborto ex artt. 17 e ss. l. n. 194/1978?), e al valore da attribuire alla condizione «di abbandono materiale e morale connesse al parto» che è il presupposto logico affinché il fatto possa essere inquadrato nella fattispecie di cui trattasi. Può essere utile, in tal senso, non solo fare riferimento alla (non copiosissima) ...

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