Bussola

Impresa e azienda familiare

Sommario

Inquadramento | Natura giuridica | I familiari | Impresa familiare e azienda coniugale | Impresa familiare e comunione tacita familiare | Il lavoro nell’impresa | La continuità del lavoro | Il lavoro domestico | Il diritto al mantenimento | Il diritto agli utili e agli incrementi | La gestione dell’impresa | Estinzione dell’impresa ed esclusione del familiare | Intrasferibilità del diritto di partecipazione | Trasferimento dell’azienda e prelazione | Profili processuali | Profili fiscali | Casistica |

 

L’impresa familiare è istituto disciplinato dall’art. 230-bis c.c., introdotto con la riforma del diritto di famiglia del 1975, e in oggi pure dall’art. 230-ter c.c., inserito dalla l. 20 maggio 2016, n. 76 sulle unioni civili e le unioni di fatto. Le norme intendono fornire una regolamentazione minima in tutte quella situazioni di collaborazione continuativa dei familiari nell’attività d’impresa altrui, senza che sia configurabile un rapporto tipico. Ciò per evitare che le prestazioni possano ritenersi fornite gratuitamente e senza alcun diritto per il lavoratore, nel presupposto che sarebbero rese causa affectionis vel benvolentiae. L’impresa familiare presenta un carattere residuale e la relativa disciplina non trova applicazione quando la collaborazione prestata dal familiare sia oggetto di diverso inquadramento giuridico (società, ancorché di fatto, rapporto di lavoro subordinato, associazione in partecipazione, ecc.). Molto si è discusso sulla natura dell’impresa familiare, ed in particolare se essa abbia natura negoziale, ovvero tragga origine dallo svolgimento di un’attività materiale. Vero è che non occorre alcuna formalizzazione della situazione fattuale (necessaria, invece, ai fini fiscali) e che le parti, dunque, non “costituiscono”  l’impresa in senso tecnico; non...

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