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Garanzie: richiesta di pagamento diretto

27 Marzo 2015 |

Sommario

Inquadramento | Procedura | Presupposti | Oggetto | Limiti quantitativi | Esecuzione | Il terzo | Opposizioni del debitore | Revoca o modifica | Rapporti con il pagamento diretto dell’assegno per i figli e con l’ordine di pagamento diretto |

 

Il legislatore ha approntato peculiari strumenti per garantire l’effettivo pagamento degli assegni di mantenimento; questi, infatti, maturano mensilmente e dunque le azioni esecutive, per essere efficaci, dovrebbero moltiplicarsi a dismisura; essi poi sono destinati a garantire il soddisfacimento delle primarie esigenze di vita quotidiana e i tempi delle azioni esecutive non collimano con quella tutela immediata e tempestiva da garantire a chi con l’assegno di mantenimento vive. Tra questi strumenti una particolare importanza è rivestita dalla richiesta di pagamento diretto: ex art. 8 L. 1° dicembre 1970, n. 898 il creditore dell’assegno può, senza ricorrere al Giudice, chiedere al terzo, tenuto a corrispondere somme di denaro all’obbligato principale, di versargli direttamente gli importi corrispondenti all’assegno di mantenimento, distraendoli da quelli dovuti all’inadempiente. Il pagamento diretto si differenzia dall’ordine ex art. 156 comma 6 c.c. perchè: a) non richiede l’intervento del Giudice; b) in caso di retribuzioni o pensioni può avere ad oggetto solo il 50% delle somme dovute dal terzo; c) il creditore ha azione esecutiva diretta nei confronti del terzo inadempiente. La L. 10 dicembre 2012, n. 219 ha complicato il quadro, prevedendo che, a garanzia degli assegni d...

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