Bussola

Garanzie: ipoteca giudiziale

04 Giugno 2015 |

Sommario

Inquadramento | I titoli per l’iscrizione dell’ipoteca | L'ordinanza presidenziale e i provvedimenti provvisori | I provvedimenti economici per i figli | Ipoteca e i rapporti tra separazione e divorzio | Il pericolo di inadempimento | Gli importi garantiti | Richiesta di cancellazione e di riduzione dell'ipoteca | Profili fiscali |

 

Il legislatore della riforma del 1975 ha precisato, all’art. 156, comma 5, c.c. che la sentenza di separazione è titolo per l’iscrizione di ipoteca, secondo quanto previsto dall’art. 2818 c.c.. Analoga previsione è stata inserita dall’art. 8, comma 2, l. n. 898/1970 con riferimento alla sentenza di divorzio. La riforma della filiazione (l. n. 219/2012) ha poi accolto – recependola come norma - l’interpretazione giurisprudenziale delle norme su separazione e divorzio in forza della quale anche i provvedimenti di fissazione degli assegni di mantenimento per i figli “non matrimoniali” sono titoli per la costituzione di ipoteca. Le norme indicate potrebbero sembrare superflue, giacché quelle di separazione e divorzio sono comunque sentenze e dunque titoli per l’iscrizione ipotecaria ex art. 2818 c.c.. Invece, è proprio dagli inserimenti normativi che sono discesi i non pochi, né di facile soluzione, problemi di applicazione pratica dell’istituto, connessi a due ordini di considerazioni: a) l’opportunità di bilanciare l’interesse del creditore a essere garantito con l’interesse del debitore a non subire eccessive restrizioni nella circolazione dei beni di sua proprietà; b) la necessità di valutare che quelle di separazione e divorzio (e i provvedimenti ex art. 316-bis c.c.) sono se...

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