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Figli nati fuori dal matrimonio: procedimento e competenza

02 Settembre 2015 |

Sommario

Inquadramento | Il nuovo assetto di competenza tra Tribunale minorile e Tribunale ordinario | Modifica dei provvedimenti ex art. 333 c.c. | Competenza territoriale | Forma della domanda e rito applicabile | Il regime delle impugnazioni | Esecutività | Questioni irrisolte | Casistica |

 

L’entrata in vigore della l. n. 219/2012 e del d.lgs. n. 154/2013 ha determinato l’introduzione del principio dell’unicità dello stato di figlio, anche adottivo, e conseguentemente l’eliminazione dei riferimenti, presenti nelle norme, ai figli “legittimi” ed ai figli “naturali” e la sostituzione degli stessi con quello di “figlio”. Sotto il profilo sostanziale si afferma dunque il principio per cui la filiazione fuori dal matrimonio produce effetti successori nei confronti di tutti i parenti e non solo nei confronti dei genitori; si sostituisce la nozione di “potestà genitoriale” con quella di “responsabilità genitoriale”; si modificano le disposizioni di diritto internazionale privato con previsione di norme di applicazione necessaria in attuazione del principio dell’unificazione dello stato di figlio. Sotto il profilo processuale si attribuisce al Tribunale ordinario la competenza a decidere sull’affidamento ed il mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio, prevedendosi la residua competenza del Tribunale per i minorenni solo per la fase patologica del pregiudizio e per l’ipotesi di insussistenza di previa pendenza di “giudizio separatizio”.    In evidenza Con la riscrittura dell'art. 38 disp. att. c.c. (art. 3 l. 10 dicembre 2012, n. 219) il legislatore ha inteso c...

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