Bussola

Diritti di uso e abitazione

Sommario

Inquadramento | Natura giuridica e oggetto dei diritti | Presupposto soggettivo | Presupposto oggettivo | Modalità di imputazione nella successione necessaria | Diritti ex art. 540 comma 2 c.c. nella successione legittima | Derogabilità ad opera del testatore | Trascrivibilità dei diritti | Casistica |

 

Con la Riforma del Diritto di Famiglia ad opera della L. 19 maggio 1975, n. 151 il legislatore ha notevolmente modificato la disciplina matrimoniale, rafforzando lo status del coniuge economicamente più debole, in particolare sotto il profilo successorio. In luogo dell’istituto dell’usufrutto uxorio, vigente pre riforma, l’attuale art. 540 c.c. riserva al coniuge, oltre ad una quota di legittima in piena proprietà, i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano. Il legislatore prevede, nel secondo comma, non solo una specificazione qualitativa dei diritti spettanti al coniuge superstite, bensì una vera e propria aggiunta quantitativa alla porzione riservata. Si assiste dunque ad una compressione delle pretese degli altri legittimari, che vedono ridursi la quota di patrimonio disponibile e persino, in alcuni casi, la loro stessa quota a vantaggio del coniuge (art. 540 comma 2, seconda parte, c.c.). La ratio di tale disparità è stata chiarita dalla sentenza C. Cost. 26 maggio 1989, n. 310: «oggetto della tutela dell'art. 540 comma 2 c.c., non è il bisogno dell'alloggio (…), ma sono altri interessi di natura non patrimoniale, riconoscibili solo in connessione con la qualità di erede del coniuge, quali la conservazione della m...

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