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Dichiarazione giudiziale di paternità

05 Giugno 2015 | ,

Sommario

Inquadramento | Le condizioni del riconoscimento e la competenza | L’accertamento e le prove | Legittimazione attiva e passiva, termini ed effetti | Il riconoscimento giudiziale di paternità in relazione a rapporti incestuosi | La sentenza costituzionale n. 50/2006 | Casistica |

 

Disciplinato dal capo «Della dichiarazione giudiziale della paternità e della maternità» (così a seguito della novella legislativa del 2013, che ha espunto dal titolo l’aggettivo “naturale”), l’istituto civilistico in esame ha la finalità di far ottenere al figlio non riconosciuto,da uno o da entrambi i coniugi, una pronuncia giudiziale (in particolare, una sentenza, come chiarito dall’art. 277 comma 1 c.c.) che «produce gli effetti del riconoscimento» (ibidem). Nel 2006 la Corte costituzionale, dichiarando l’illegittimità costituzionale dell’intero art. 274 c.c. (che era già stato attenzionato dalla Corte delle leggi per due volte, nel 1965 e nel 1997, con le sentenze  nn. 70 e 216), ha sostanzialmente reso più snella la procedura che può condurre alla dichiarazione giudiziale di paternità o maternità, ritenendo non conforme a Costituzione il previo accertamento della giustificatezza dell’azione, incombente sul quale doveva pronunciarsi il giudice procedente. Se oggi al giudice non è più richiesto un giudizio prognostico sull’azione, va specificato che l’istituto in oggetto rappresenta semplicemente uno strumento che può essere azionato dal figlio non riconosciuto nei confronti dei presunti genitori, per far valere il diritto di essere riconosciuto grazie a una pronuncia giud...

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