Bussola

Dichiarazione di efficacia delle sentenze straniere

Sommario

Inquadramento | La differenza tra riconoscimento automatico e dichiarazione di efficacia | La procedura della dichiarazione di efficacia | Il primato delle norme UE sulla legge d.i.p. | Il Regolamento CE n. 4/2009 nelle controversie in materia di obbligazioni alimentari | Il Regolamento CE n. 2201/2003 in materia di responsabilità genitoriale | Casistica |

 

La legge di diritto internazionale privato (legge 31 maggio 1995, n. 218) detta anche legge d.i.p. ha esteso a tutte le sentenze civili straniere non soggette a norme pattizie (come il Concordato con la Santa Sede) il riconoscimento di efficacia in Italia senza la necessità di procedimenti preventivi di valutazione, salvo che vi sia contestazione ovvero che manchi l'ottemperanza oppure ancora che si debba provvedere ad eseguire in via coattiva. In questi ultimi casi trova applicazione l'art. 67 della l. n. 218/1995 il quale prevede che in caso di mancata ottemperanza o di contestazione del riconoscimento della sentenza straniera o del provvedimento straniero di volontaria giurisdizione, ovvero quando sia necessario procedere ad esecuzione forzata, chiunque vi abbia interesse può chiedere alla Corte d'Appello del luogo di attuazione l'accertamento dei requisiti del riconoscimento. Questa è la condizione perché la sentenza straniera o il provvedimento straniero di volontaria giurisdizione, pur se automaticamente riconosciuto, possa essere portato ad esecuzione forzata in Italia. Per le sentenze emesse da un’autorità di uno Stato membro dell’Unione Europea (UE), invece, opera il diritto europeo, con procedure più snelle.

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