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Comunione legale: scioglimento

Sommario

Inquadramento | Cause di scioglimento | Momento di scioglimento | La novella di cui alla l. 6 maggio 2015, n. 55 | Negoziazione assistita | Riconciliazione | Pubblicità | Azienda coniugale | Divisione | Divisione di conti correnti e depositi bancari | Costituzione di usufrutto | Casistica |

 

Il regime patrimoniale della comunione legale “si scioglie”, in presenza di una serie di cause, indicate dall’art. 191 c.c.. Il termine “scioglimento” parrebbe implicare la divisione dei beni comuni: la comunione ordinaria infatti si scioglie, ai sensi dell’art. 1111 c.c., quando a ciascun comunista, titolare di una quota sulla massa comune, sono assegnati in proprietà esclusiva beni determinati, venendo meno lo stato di indivisione. Per la comunione legale non è invece così; lo scioglimento determina la sopravvenuta mancanza di operatività del regime di comunione legale, con riferimento, pertanto, agli acquisti che i coniugi effettueranno in futuro. I beni, che costituivano oggetto di comunione legale, continuano ad essere comuni, con l’assoggettamento al regime della comunione ordinaria ex artt. 1100 ss. c.c.; ciò fatta salva la particolare disciplina sulla divisione di cui agli artt. 194 ss. c.c., che sola consente l’eliminazione della perdurante comunione e rappresenta, dunque, una facoltà che i coniugi possono eventualmente esercitare, intervenuta una causa di scioglimento della comunione. Lo scioglimento della comunione determina l’ulteriore effetto dell’ingresso nel patrimonio comune dei beni oggetto di comunione de residuo.   In evidenza Scioglimento e divisione, se...

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