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Assegno divorzile e una tantum

31 Maggio 2017 |

Sommario

Inquadramento | Natura | Presupposti | La sentenza della Cassazione n. 11504 del 10 maggio 2017 | Parametri di valutazione della indipendenza economica | Criteri di liquidazione | L’instaurazione di una nuova convivenza | Decorrenza | Ripetibilità | Una tantum |

 

L’assegno divorzile come delineato dall’art. 10, l. 6 marzo 1987, n. 74 intervenuta ad innovare l’art. 5, l. 1 dicembre 1970, n. 898 è una misura di solidarietà post-coniugale. L’assegno in esame non spetta, dunque, in virtù o a causa del divorzio, bensì in considerazione del pregresso matrimonio (Cass. civ, sez. I, 10 maggio 2017 n. 11504). Da un punto di vista classificatorio è un effetto non necessario del matrimonio che si verifica al momento della rottura del vincolo. Dal punto di vista strutturale tale assegno può essere definito come la conseguenza patrimoniale più significativa della pronunzia di divorzio.    In evidenza Si tratta di una obbligazione pecuniaria, di natura squisitamente assistenziale e tendenzialmente di durata in base alla quale un ex coniuge è tenuto a somministrare periodicamente all’altro un assegno allorchè quest’ultimo non disponga di mezzi adeguati o comunque possa procurarseli per ragioni oggettive   Lo stesso assolve alla funzione etica e giuridica di assicurare all’ex coniuge,  anche oltre il momento dello scioglimento del vincolo matrimoniale, una esistenza libera e dignitosa.    In evidenza Spetta al coniuge richiedente dare la prova della sussistenza dei presupposti dell’an e del quantum della relativa pretesa economica: non esiste i...

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