Bussola

Assegno divorzile e una tantum

26 Novembre 2018 |

Sommario

Inquadramento | Natura | Presupposti | L'accertamento del diritto: percorso logico | Onere della prova: chi deve provare cosa | L'instaurazione di una nuova convivenza | Decorrenza | Ripetibilità | Una tantum |

 

L'assegno divorzile come delineato dall'art. 10, l. 6 marzo 1987, n. 74 intervenuto ad innovare l'art. 5, l. 1 dicembre 1970, n. 898 è una misura di solidarietà post-coniugale. L'assegno in esame non spetta, dunque, in virtù o a causa del divorzio, bensì in considerazione del pregresso matrimonio (Cass. civ., sez. I, 10 maggio 2017, n. 11504). Dal punto di vista classificatorio è un effetto non necessario del matrimonio che si verifica al momento della dissoluzione del vincolo matrimoniale. Dal punto di vista strutturale tale assegno può essere definito come la conseguenza patrimoniale più significativa della pronunzia di divorzio.  Per effetto di interventi operati dalla giurisprudenza della Suprema Corte in periodi successivi all'entrata in vigore della legge sul divorzio e successive modifiche, si è assistito nell'arco dell'ultimo trentennio ad una variazione - pur in assenza di interventi normativi innovativi - dell'interpretazione della chiave di lettura dell'art. 5 l. n. 898/1970. Deve infatti ricordarsi che dopo un primo e fondamentale intervento affidato alle Sezioni Unite del 1990 (Cass. 29 novembre 1990, nn. 11490, 11491, 11492) – destinato a sanare il contrasto giurisprudenziale apertosi dopo la novella del 1974 - la giurisprudenza si è assestata su un quadro interp...

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