Bussola

Assegno divorzile e una tantum

09 Giugno 2015 |

Sommario

Inquadramento | Natura | Presupposti | Parametri di valutazione dell’adeguatezza dei mezzi di sussistenza | Prova del tenore di vita | Criteri di liquidazione | L’instaurazione di una nuova convivenza | Decorrenza | Ripetibilità | Una tantum |

 

L’assegno divorzile come delineato dall’art. 10 della l.6 marzo 1987, n. 74 intervenuta ad innovare l’art. 5 della l. 1 dicembre 1970, n. 898 è una misura di solidarietà post-coniugale. L’assegno in esame non spetta, dunque, in virtù o a causa del divorzio, bensì in ragione del pregresso matrimonio. Da un punto di vista classificatorio è un effetto del matrimonio che si verifica al momento della rottura del vincolo. Dal punto di vista strutturale tale assegno può essere definito come la conseguenza patrimoniale più significativa della pronunzia di divorzio.    In evidenza Si tratta di una obbligazione pecuniaria, di natura squisitamente assistenziale e tendenzialmente di durata in base alla quale un ex coniuge è tenuto a somministrare periodicamente all’altro un assegno allorchè quest’ultimo non disponga di mezzi adeguati o comunque possa procurarseli per ragioni oggettive   Lo stesso assolve alla funzione etica e giuridica di assicurare all’ex coniuge,  anche oltre il momento dello scioglimento del vincolo matrimoniale, una esistenza libera e dignitosa.    In evidenza Spetta al coniuge richiedente dare la prova della sussistenza dei presupposti dell’an e del quantum della relativa pretesa economica: non esiste infatti alcun automatismo per la relativa attribuzione, sta...

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