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Amministrazione di sostegno: procedimento

Sommario

Inquadramento | Il giudizio di compatibilità imposto dall'art. 720-bis c.p.c. | La tipologia processuale | Il giudice tutelare | La competenza per materia e territorio | Il ricorso | La difesa tecnica | Notifica del ricorso | Audizione del beneficiario | Ulteriori mezzi istruttori | Fase decisoria | Casistica |

 

L'art. 407 c.c. è titolato «Procedimento» (di nomina dell'amministratore di sostegno). In termini sintetici la disposizione normativa ha cura di disciplinare un procedimento semplificato, caratterizzato da passaggi processuali deformalizzati e ridotti all'essenziale, dominato dall'impulso officioso. Il procedimento si inserisce a pieno titolo nella volontaria giurisdizione dato che il provvedimento conclusivo ha veste formale di decreto motivato, sempre modificabile e revocabile (cfr. art. 407, comma 4), come è tipico della materia della volontaria giurisdizione (art. 742 c.p.c.). Ebbene, la disciplina processuale, di governo del procedimento, non è unicamente quella contenuta nell'art. 407 c.c., dato che l’art. 720-bis c.p.c., sotto la rubrica «Norme applicabili ai procedimenti in materia di amministrazione di sostegno», richiama la regolamentazione dettata per il processo di interdizione ed inabilitazione, seppure nei limiti della compatibilità: «1. Ai procedimenti in materia di amministrazione di sostegno si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni degli artt. 712, 713, 716, 719 e 720. 2. Contro il decreto del giudice tutelare è ammesso reclamo alla corte d'appello a norma dell'art. 739. 3. Contro il decreto della corte d'appello pronunciato ai sensi del secondo co...

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