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Affidamento preadottivo e affidamento temporaneo

18 Giugno 2015 | ,

Sommario

Inquadramento | L’affido preadottivo | La revoca dell’affidamento preadottivo | Impugnazioni | L’affido temporaneo | La responsabilità genitoriale | Le forme che assume l’affidamento temporaneo | Compiti degli affidatari | La “kafalah” |

 

Di affidamento preadottivo e temporaneo tratta la cosiddetta “legge adozioni” (l. n. 184/1983). In realtà, bisogna distinguere fin da subito i due istituti i quali, seppur disciplinati dalla stessa legge e presentando caratteristiche comuni, hanno presupposti e finalità differenti. Converrà pertanto analizzarli distintamente. L’affidamento preadottivo è disciplinato dagli artt. 22 comma 6, 23 e 24 l. n. 184/1983. È, in buona sostanza, il secondo momento della procedura di adozione: a seguito della dichiarazione di adottabilità pronunciata dal Tribunale per i minorenni, e prima della dichiarazione definitiva di adozione, il minore viene collocato presso una coppia di coniugi che siano in possesso dei requisiti di cui all’art. 6 l. n. 184/1983 e che abbiano fatto la domanda ex art. 22 comma 1 l. n. 184/1983. L’affidamento ha la durata massima di un anno, prorogabile a due, e ha lo scopo di avvicinare il minore adottando con i potenziali genitori adottivi al fine di saggiare la positività e la riuscita dell’abbinamento. Al contrario, l’affidamento temporaneo (o familiare), previsto dagli artt. 2 ss. l. n. 184/1983, prevede che un minore temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo sia inserito in un diverso nucleo per il tempo necessario affinché la propria famiglia di o...

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