Bussola

Aborto

21 Maggio 2015 | ,

Sommario

Inquadramento | Finalità dell’aborto | L’aborto come reato e la rivoluzione degli anni ‘70 | La sentenza costituzionale n. 27/1975 | La legge n. 194/1978 | Le sanzioni penali oggi in vigore | (Alcune) criticità della legge n. 194/1978 | Casistica |

 

Non è possibile trattare il fenomeno dell’aborto limitandosi a richiamare concetti di natura esclusivamente giuridica e prescindendo da un seppur solo accennato excursus storico che ripercorra le tappe evolutive delle riflessioni in materia. Inquadrare l’aborto significa infatti parlare di diritto e, a mero titolo di esempio, di medicina e di morale, oltre che delle grandi divisioni, evidenziatesi in particolare dalla metà degli anni ‘70 in poi, che hanno avuto come protagonisti certamente non solo gli operatori della giustizia. Muoversi in tale panorama non è semplice. Pertanto, sembra opportuno iniziare con una definizione, che sia la più neutra possibile: può definirsi aborto qualsiasi interruzione di gravidanza, non importa se autoindotta o eteroindotta, la cui conseguenza (e a volte, come si avrà modo di specificare, la cui unica finalità) sia la morte del feto, prima che quest’ultimo abbia raggiunto uno stadio di sviluppo tale da poter sopravvivere separato della gestante. Va pertanto escluso il caso in cui il feto, a seguito dell’interruzione della gravidanza e anche grazie all’intervento dei sanitari o per il tramite di idonea strumentazione medica, resti in vita. Comunque considerato, nell’ordinamento italiano l’aborto era un reato previsto e punito dagli artt. 545 e ...

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