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Trust familiare, azione revocatoria, inefficacia dell’atto istitutivo (e non solo)

Così la Corte di Cassazione con sentenza n. 13883/2020, depositata il 6 luglio.

Due coniugi, attuali ricorrenti, chiedono ai Supremi Giudici la cassazione della sentenza di secondo grado che confermava l’accoglimento dell’azione revocatoria proposta da una s.p.a., mandataria della banca, volta alla declaratoria di inefficacia dell’atto con cui essi istituivano un trust.

In particolare per i ricorrenti, tale atto non può essere assoggettato alla cosiddetta actio pauliana, che investe solo l’atto dispositivo con cui i beni sono trasferiti al trustee o posti sotto il suo controllo o segregati nel patrimonio del disponente, nell’interesse del beneficiario.

Per la S.C. nel trust si considera dispositivo l’atto con cui viene intestato al trustee il bene conferito in trust. E nel caso in cui all’istituzione del trust abbia fatto seguito l’effettiva intestazione del bene conferito al trustee, la domanda di revocatoria, che ha ad oggetto l’atto istitutivo, produce l’esito di inefficacia dell’atto dispositivo a cui tende la predetta azione.
Del resto, il trustee risulta titolare di un ufficio o di una funzione, proprietario nell’interesse altrui, secondo termini e modalità conferitigli di volta in volta dall’atto istitutivo. Pertanto, l’inefficacia dell’atto istitutivo, prodotta dal risultato vittorioso dell’azione revocatoria, reca con sé anche l’inefficacia dell’atto dispositivo.
A ciò, pertanto, consegue il rigetto del ricorso.

 

Fonte: dirittoegiustizia.it

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