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Sottrazione del minore all’estero: illegittima la sospensione automatica della responsabilità genitoriale

Lo ha stabilito la sentenza della Corte Costituzionale n. 102/2020, depositata lo scorso 29 maggio; la Consulta è stata chiamata ad intervenire nell’ambito di una vicenda in cui una madre aveva portato con sé i figli in Austria senza l’autorizzazione del padre, ma le stesse autorità italiane competenti, nei paralleli procedimenti civili sulla salvaguardia degli interessi dei figli, avevano poi deciso che il figlio minorenne continuasse a vivere in Austria con lei.

 

Spetta al giudice penale valutare caso per caso se corrisponda all’interesse del figlio che il genitore, autore del reato di sottrazione di minore all’estero, sia sospeso dall’esercizio della responsabilità genitoriale. È, dunque, illegittimo l’automatismo della pena accessoria previsto dall’art. 574-bis c.p.: infatti - afferma la Consulta - dal momento che la pena accessoria in questione incide in modo evidente sul diritto del figlio a mantenere un rapporto con entrambi i genitori, occorre escludere che sia ragionevole considerarla «sempre e necessariamente (…) la soluzione ottimale per il minore».
Si legge nella pronuncia che il mantenimento del rapporto con il genitore autore della sottrazione o trattenimento all’estero non risulta di per sè pregiudizievole per il minore, corrispondendo anzi ad un suo preciso interesse, che lo Stato avrebbe allora il dovere di salvaguardare in via preminente rispetto alle stesse esigenze punitive nei confronti di chi abbia violato la legge penale.
Spetterà, eventualmente, al legislatore riconsiderare, nell’ottica di una possibile riforma della disciplina vigente in materia, se il giudice penale sia davvero l’”organo” più idoneo ad assumere una tale decisione, ferma restando comunque la necessità di assicurare il coordinamento tra tutte le autorità giurisdizionali chiamate a tutelare gli interessi del minore.

 

 

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