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Sì all’assegno divorzile per l’ex moglie priva di mezzi adeguati rispetto al contributo dato alla vita familiare

Il caso. Parte ricorrente ha chiesto al Tribunale di Milano di dichiarare la cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario contratto con la resistente, dalla quale si era separato con verbale di separazione consensuale, dando atto dell’insussistenza dei presupposti per il riconoscimento dell’assegno divorzile.

 

Mezzi inadeguati rispetto al contributo dato alla vita familiare. Rileva il Tribunale di Milano che, alla luce della sentenza delle Sezioni Unite n. 18287/2018, per riconoscere il diritto all’assegno di divorzio è necessario tenere conto, partendo dalle condizioni economico-patrimoniali dei coniugi, non solo del raggiungimento di un grado di economia tale da garantire l’autosufficienza secondo un parametro astratto ma anche, in concreto, un livello reddituale adeguato al contributo fornito nella realizzazione della vita familiare.

Nel caso di specie, la resistente non è persona «dotata di mezzi adeguati» in considerazione della sua età (72 anni), delle sue condizioni di vita personale, della sua situazione reddituale ed economica di soggetto che non ha mai svolto un’attività professionale e che si è pacificamente dedicata alla famiglia e alla cura dei due figli ormai autosufficienti. Dal momento della separazione, inoltre, la stessa ha percepito la somma di 150000 euro in tre tranches da intendersi come acconto su una eventuale una tantum da concordare in sede di divorzio, utilizzandola negli anni per le proprie necessità.

Appare, pertanto, evidente secondo il Tribunale che la resistente sia al momento incapace di raggiungere autonomamente mezzi adeguati rispetto al contributo significativo apportato alla conduzione familiare , non potendo il reddito complessivo ridursi ad un importo minimo per il sostentamento.

In merito al quantum, il Tribunale evidenzia la parziale flessione dei redditi del ricorrente rispetto all’anno antecedente alla separazione e la complessiva difficoltà finanziaria della resistente negli ultimi anni e, di conseguenza, anche a fronte dell’esborso di 150000 euro in favore dell’ex moglie in sede di separazione, riconosce alla stessa l’assegno divorzile nella misura di euro 1600 mensili.

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