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Riconosciuto l’assegno divorzile all’ex moglie titolare di una pensione di 400 euro mensili

Tizio ha presentato ricorso per cassazione avverso la sentenza con cui la Corte di Appello di Milano aveva rigettato la sua richiesta di dichiarare l’inesistenza del diritto dell’ex moglie a percepire l’assegno divorzile.

 

Secondo la Suprema Corte il provvedimento impugnato è «sostanzialmente conforme» a quanto affermato dalla sentenza Cass. n. 11504/2017 secondo cui l’accertamento del diritto all’assegno divorzile impone un giudizio bifasico improntato, quanto alla fase dell’an debeatur, al principio dell’autoresponsabilità economica di ciascuno dei coniugi quali persone singole.

La Corte territoriale ha, infatti, accertato sia l’inadeguatezza economica dei mezzi della richiedente, titolare di una modesta pensione di euro 400,00 mensili (ma pure proprietaria della casa di abitazione e di terreni all’estero di valore modesto)  sia l’impossibilità per quest’ultima di procurarsi redditi propri per ragioni oggettive, in relazione alla sua età (65 anni). Il tutto a fronte della situazione economica del marito, ben in grado di far fronte all’importo dell’assegno (liquidato in Euro 600,00 mensili).

La Cassazione, pertanto, rigetta il ricorso.

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