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Rapporti familiari difficili a causa dei conflitti tra i genitori: il Tribunale nomina un coordinatore genitoriale

13 Novembre 2017 |

Trib. Mantova 5 maggio 2017.pdf

Responsabilità genitoriale: risoluzione delle controversie

Nell’ambito di un procedimento di separazione personale, il Tribunale di Mantova ha regolamentato le modalità di affidamento dei figli delle parti.

 

In particolare, il Tribunale ritiene che, nel caso di specie, non possa disporsi l’affidamento esclusivo dei minori posto che entrambi i coniugi hanno chiesto l’affidamento condiviso e che sia il Servizio Sociale incaricato delle indagini sia il Consulente tecnico hanno verificato l’idoneità dei genitori a gestire singolarmente i figli.

Rilevata, però, una difficoltà nelle relazioni familiari determinata esclusivamente dalla «mai sopita» conflittualità fra gli adulti, il Collegio dispone che l’andamento dei rapporti familiari venga monitorato da una figura esterna (cd. coordinatore genitoriale) che una volta al mese osservi le relazioni genitori/figli operando una mediazione costante e svolgendo alcuni compiti determinati quali:

  • fornire le opportune indicazioni, eventualmente correttive dei comportamenti disfunzionali dei genitori, intervenendo in loro sostegno;
  • coadiuvare i genitori nelle scelte formative dei figli, vigilando, in particolare, sull’osservanza del calendario delle visite previsto per il padre e assumendo le opportune decisioni in caso di disaccordo;
  • redigere una relazione informativa sull’attività svolta da trasmettere al Giudice Tutelare entro il termine previsto.

Per questi motivi, il Tribunale affida i minori ad entrambi i genitori, ammonendoli, però, a non porre in essere comportamenti ostativi al corretto svolgimento delle modalità di affidamento e a collaborare con il coordinatore genitoriale nominato. 

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