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Nessuna “scriminante culturale” per lo straniero che maltratta la moglie

 

Non si configura nessuna scriminante nei confronti dello straniero che maltratti la moglie e neghi al figlio i mezzi di sostentamento, in forza della cultura d’origine. Infatti, benché le condotte siano ammesse nel paese d’origine, le stesse possono essere valutate diversamente nel paese “ospitante” (nel caso di specie configurano condotte con rilevanza penale): è dunque onere dell’extracomunitario verificare preventivamente la compatibilità dei propri comportamenti con i principi che regolano l’ordinamento giuridico e sociale in cui ha deciso di vivere.

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