News

Disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem: in Gazzetta la legge

06 Marzo 2020 |

l. 10 febbraio 2020 n. 10

Disposizioni anticipate di trattamento (DAT)

La legge (vigente al 19 marzo 2020) detta regole in materia di disposizioni del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di ricerca scientifica, studio e formazione da parte dei soggetti che hanno espresso in vita il proprio consenso. L’utilizzo del corpo umano o dei tessuti post mortem è disciplinato secondo modalità tali da assicurare il rispetto del corpo umano e sono utilizzabili il corpo e i tessuti di soggetti la cui morte sia stata accertata con apposito certificato rilasciato dagli organi competenti a farlo.

L’atto di disposizione del proprio corpo e dei tessuti avviene mediante dichiarazione di consenso redatta nelle forme previste dall’art. 4, comma 6, l. n. 219/2017 e consegnata all’azienda sanitaria di appartenenza cui spetta l’obbligo di conservarla e di trasmetterne telematicamente i contenuti alla banca dati di cui all’art 1, comma 418, l. n. 205/2017.
Il disponente, nella dichiarazione indica anche una persona di sua fiducia, denominato “fiduciario”, cui spetta l'onere di comunicare l'esistenza del consenso specifico al medico che accerta il decesso (nella stessa dichiarazione il disponente può indicare un sostituto del fiduciario che ne svolge il ruolo in caso di morte o di sopravvenuta incapacità di questi, giunte prima della morte del disponente).
Il Ministro della salute indica gli istituti a carattere scientifico da utilizzare quali centri di studi per la conservazione dei corpi dei defunti (è istituito, infatti, presso il Ministero l’elenco nazionale di tali centri di riferimento).
Dopo lo studio e la ricerca, i suddetti centri sono tenuti a restituire il corpo del soggetto alla famiglia entro 12 mesi dalla data della consegna.
L’utilizzo del corpo o dei tessuti non può avere finalità di lucro.

Leggi dopo