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Compenso del difensore d’ufficio di un genitore irreperibile anticipato dall’erario

Il caso. Un avvocato chiedeva la liquidazione degli onorari relativi all’attività professionale svolta come difensore d’ufficio di una genitrice irreperibile, nel giudizio per la dichiarazione di adottabilità del suo figlio minore. Il Tribunale rimettente sollevava il dubbio di legittimità costituzionale dell’art. 143, comma 1, d.P.R. n. 115/2002 «nella parte in cui non prevede che, in attesa che venga emanata una specifica disciplina sulla difesa d’ufficio nei processi previsti dalla legge 4 maggio 1983, n. 184 [Diritto del minore ad una famiglia], possano essere posti a carico dell’erario gli onorari e le spese spettanti al difensore d’ufficio del genitore irreperibile», violando così i principi sanciti dagli artt. 1, 3, 24, comma 2, e 55 Cost.

 

Procedimenti di adottabilità: anticipati dall’erario onorario e spese del difensore d’ufficio del genitore irreperibile. La Corte Costituzionale ritiene fondata la questione in relazione all’art. 3 Cost., poiché la questione è diversamente regolata nell’ambito del procedimento penale dove «l’attività difensiva in favore dell’imputato irreperibile […] espletata d’ufficio» trova espressamente sancita la corresponsione economica nell’art. 117, comma 1, d.P.R. n. 115/2002. Secondo la Consulta, tale disparità di trattamento risulta priva di giustificazione anche in relazione «all’esistenza di significativi profili di omogeneità tra detti due modelli di processo, in relazione, sia alla natura degli interessi in gioco, sia al ruolo del difensore chiamato ad apprestarvi tutela. La ratio della difesa nei processi di adottabilità è quella, infatti, di dare la massima protezione ai diritti dei minori e dei loro genitori – ai quali è appunto garantito di far valere le proprie ragioni anche in assenza di un avvocato di fiducia – per evitare che l’eventuale debolezza sociale di tali soggetti influisca negativamente nel procedimento. Ad avvicinare i processi di adozione in questione al giudizio penale sta inoltre il fatto che in quei processi, attraverso analoghi percorsi istruttori, si giudicano condotte che possono anche integrare parallele ipotesi di reato, e che possono condurre ad esiti pure più dolorosi di quelli penali».

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