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Assegno divorzile: la disparità economica tra le parti si calcola riferendosi al reddito netto

Il caso. La Corte d’appello di Catania, nel giudizio avente ad oggetto la declaratoria di cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario celebrato tra Tizio e Caia, ha riformato la decisione di primo grado ponendo a carico del marito un assegno divorzile in favore della moglie.

Avverso tale provvedimento Tizio ha presentato ricorso per cassazione.

 

Per determinare l’assegno divorzile rileva il reddito netto. La Cassazione richiama l’orientamento espresso nella sentenza Cass., S.U., n. 18287/2018 e ritiene fondate le censure relative alla non omogeneità dei dati messi in comparazione al fine di valutare la situazione economico-patrimoniale dei due coniugi.

La Corte territoriale, infatti, aveva incentrato il giudizio ai fini della determinazione dell’assegno divorzile, sul solo dato rappresentato dalla disparità reddituale dei coniugi facendo riferimento al reddito netto per Caia e a quello lordo per Tizio.

Come già chiarito dalla giurisprudenza di legittimità, invece, anche se in tema di separazione fra coniugi, «la valutazione in ordine alle capacità economiche del coniuge obbligato ai fini del riconoscimento e della determinazione dell’assegno di mantenimento a favore dell’altro coniuge non può che essere operata sul reddito netto» (Cass. n. 9719/2010; Cass. n. 13954/2018).

La Cassazione, pertanto, accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e la rinvia alla Corte d’appello in diversa composizione.

 

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