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Affidamento del minore con doppia cittadinanza: competente il giudice dello stato di residenza abituale

Il caso. Il padre di una minore avente doppia cittadinanza, italiana e americana, ha chiesto al Tribunale di Roma la modifica delle condizioni della separazione consensuale dalla moglie chiedendo che la figlia fosse affidata a lui in via esclusiva con obbligo di mantenimento a carico della madre. Quest’ultima ha eccepito il difetto di giurisdizione del giudice italiano in quanto la figlia risiedeva da due anni con lei in uno Stato extraeuropeo. Avverso il decreto con cui il Tribunale ha rigettato l’eccezione, la convenuta ha proposto regolamento di giurisdizione davanti alla Corte di Cassazione.

 

Quale giudice è competente per l’affido di un minore con doppia cittadinanza? La Suprema Corte ritiene che, in caso di minore con doppia cittadinanza, i provvedimenti che, pur incidendo sulla potestà dei genitori, perseguono una finalità di protezione del minore, rientrano nell’ambito di applicazione dell’art. 42 l. n. 218/1995 il quale rinvia alla Convenzione dell’Aja 5 ottobre 1961 che prevede la competenza dello Stato di residenza abituale del minore in merito all’adozione di misure tendenti alla protezione della sua persona e dei suoi beni. Le stesse Sezioni Unite hanno affermato, con sentenza 19 gennaio 2017, n. 1310 (v. Minore con doppia cittadinanza: è competente il giudice dello Stato di residenza abituale in ilFamiliarista.it) che il parametro della residenza abituale, posto a salvaguardia della continuità affettivo-relazionale del minore non è in contrasto ma, al contrario, valorizza la preminenza del suo interesse.

La Cassazione, pertanto, accoglie il ricorso e dichiara il difetto di giurisdizione del giudice italiano.

 

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