Giurisprudenza sovranazionale

Sottrazione internazionale: l’ordine di ritorno realizza l’interesse del minore

04 Aprile 2018 | ,

Corte EDU

Sottrazione internazionale di minorenni

Nella materia della sottrazione internazionale di minori, gli obblighi positivi imposti dall’art. 8 CEDU devono essere interpretati alla luce dei principî fissati nella Convenzione dell’Aja del 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori e nella Convenzione sui diritti dell’infanzia del 1989, che attribuiscono rilievo massimo all’interesse superiore del minore. In forza dell’art. 8 CEDU, il diritto della ricorrente al rispetto della vita familiare non ha ricevuto una protezione efficace poiché le autorità polacche non hanno agito rapidamente, come richiesto dalla normativa dell’UE, per consentire l’esecuzione delle sentenze irlandesi e il ritorno della minore in Irlanda. Tuttavia, a nulla valendo l’argomento del Governo polacco secondo cui la durata del procedimento è stata determinata esclusivamente dalla complessità del caso, la Corte ha statuito che nell’esecuzione degli ordini di ritorno, ai sensi sia del Regolamento Bruxelles II-bis sia della Convenzione dell’Aja, possono essere richiesti procedimenti specifici e semplificati. Sottolineando che tali procedimenti devono proteggere i diritti di tutti i soggetti coinvolti, la Corte rileva che un lasso di tempo troppo ampio rischia di compromettere irrimediabilmente la posizione del “genitore non residente”. Inoltre, sebbene l’esistenza di procedimenti paralleli nelle giurisdizioni di due diversi Stati abbia prodotto decisioni talvolta contraddittorie, fintantoché rimane in vigore l’ordine di ritorno, si applica la presunzione in forza della quale esso realizza il superiore interesse del fanciullo.

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