Focus

Il “perimetro” dell’ascolto tra regole astratte ed esigenze concrete

Sommario

Oggetto | Modalità di svolgimento dell’ascolto: diretto, con ausiliario, delegato | Le sale “dedicate” all’ascolto del minore | La sorte dei protocolli sull’audizione dei minori | In conclusione |

 

L’introduzione dell’istituto dell’ascolto del minore impone una riflessione sulla necessità di individuare le specifiche questioni su cui il fanciullo può e deve essere sentito. Se infatti è indubbio che debba essere ascoltato in tutti i procedimenti che lo riguardano e che hanno ad oggetto suoi diritti, nondimeno appare necessario delimitare il perimetro entro il quale l’audizione del minore può e deve muoversi. Anche la modalità di svolgimento come oggi delineata dall’art. 336 bis c.c. e art. 38 disp. att. c.c. impone la necessità di verificare se sopravvivano nel sistema tipologie di audizione differenti da quella – primaria - dell’ascolto diretto da parte del giudice nonché sulla sorte dei protocolli utilizzati nelle varie sedi giudiziarie per l’ascolto del minore.

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