Focus

Emergenza nell’emergenza: i figli dei genitori separati all’epoca del Covid-19

Sommario

L’emergenza e i rapporti familiari | Gli interventi normativi e quelli giurisprudenziali | Il decalogo dell’emergenza | Diritto alla bigenitorialità ed emergenza sanitaria | Conclusioni |

L’emergenza e i rapporti familiari

Era il 2001 quando Fulvio Scaparro in seguito all’attentato alle Torri Gemelle e alla minaccia terroristica ha scritto «parliamo di “emergenza” quando ci troviamo d’improvviso di fronte a un fatto inaspettato di eccezionale gravità per il quale non abbiamo al momento adeguate contromisure e che ci dà un penoso senso di impotenza».

Il Virus che sta minacciando da mesi il mondo intero ci ha fatto piombare nell’emergenza e la conseguente situazione che stiamo vivendo è “straordinaria” nel senso di “fuori dall’ordinario” e come tale ci sta mettendo alla prova richiedendo capacità di adattamento, di cambiamento spesso radicale delle abitudini e della nostra organizzazione della vita quotidiana.

La clausura forzata legata alle disposizioni ricevute per contrastare la diffusione del Covid-19 può̀ rivelarsi estremamente faticosa: stare a contatto con i propri cari in ogni momento della giornata, ha le sue complicazioni. Come scrive Daniele Novara “Le situazioni di costrizioni relazionali aumentano la conflittualità̀ per ovvi motivi: quando c'è un eccesso di prossimità̀, le emozioni esplodono e le tendenze respingenti si accentuano”.

Questo è un momento complesso per tutti. Buona parte dei genitori faticano a trovare una linea comune sulle regole educative, sui nuovi stili di vita, sul rispetto delle restrizioni necessarie affinché la salute loro, dei loro figli e dei loro cari sia tutelata, ma il più delle volte riescono a trovare un accordo e un compromesso accettabile.

Quando i genitori separati sono legati da una relazione conflittuale e da una comunicazione spesso interrotta, la quotidianità si complica ulteriormente. In questo periodo si stanno moltiplicando i conflitti nelle coppie separate in particolare, ma non solo, in merito alla frequentazione dei figli, in nome della loro “tutela” diversamente interpretata.

Gli interventi normativi e quelli giurisprudenziali

Il 10 marzo 2020 il Governo ha chiarito alcuni interrogativi che erano sorti in seguito all’emanazione dei d.P.C.M. 8 e 9 marzo 2020, specificando che gli spostamenti «per raggiungere i figli minori presso l’altro genitore o presso l’affidatario sono sempre consentiti, in ogni caso secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione e divorzio». I genitori devono quindi adoperarsi per continuare a facilitare il normale alternarsi dei figli presso ciascuno di loro.

Serve però sottolineare che questa situazione emergenziale si è negli ultimi giorni ulteriormente aggravata, a tal punto che il Governo ha assunto una posizione sempre più intransigente per poter proteggere la salute dei cittadini contenendo la diffusione del virus, tanto da stabilire sanzioni per coloro che si allontanano dalla propria residenza/domicilio per ragioni non strettamente necessarie.

La prima sezione civile del Tribunale di Bari, recepito il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 22 marzo e l'ordinanza dei ministri della Salute e dell'Interno, che hanno stabilito nuove restrizioni alla libertà di circolazione e in particolare il divieto di spostamento di persone in un comune diverso da quello in cui ci si trova, ha emesso un provvedimento presidenziale in cui vengono sospese le visite di un papà separato ai propri figli finché non sarà ''cessata l’emergenza epidemiologica''. Il provvedimento ha ordinato inoltre alla madre di «favorire i contatti audio-video anche plurigiornalieri tra il padre e i suoi figli, attraverso l'utilizzo di tutti gli strumenti tecnologici disponibili».

Successivamente il Ministero degli Interni prima e l’intero Governo hanno chiarito che, anche dopo gli ultimi interventi normativi «Gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti anche da un comune all’altro. Tali spostamenti dovranno in ogni caso avvenire scegliendo il tragitto più breve e nel rispetto di tutte le prescrizioni di tipo sanitario (persone in quarantena, positive, immunodepresse etc.), nonché secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio o, in assenza di tali provvedimenti, secondo quanto concordato tra i genitori».

Lascio ai professionisti e studiosi in materie giuridiche entrare nel merito del preminente diritto alla salute dei figli, che negli spostamenti potrebbero essere esposti al contagio e quindi anche veicolo di trasmissione del Virus, e del diritto che le persone di minore età hanno «di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi».

Molte associazioni di avvocati familiaristi hanno chiesto al Governo chiarimenti in merito alla legittimità degli spostamenti per le visite ai figli, anche da un comune ad un altro o da una Regione ad un’altra.

Dal Legislatore e dal Giudice ci si aspettano indicazioni e regole chiare ma queste rimarranno sempre generali perché non possono prendere in considerazione, ancor più in uno stato di emergenza come quella che stiamo vivendo, l’ampia e specifica casistica con cui noi mediatori familiari, avvocati e tutti gli operatori psicosociali entrano quotidianamente in contatto.

Il decalogo dell’emergenza

L’Associazione Cammino ha pochi giorni fa pubblicato un vero e proprio Decalogo utile in particolare ai genitori separati, per ricordare loro quanto sia fondamentale per i loro figli mantenere un legame con entrambi i genitori e che, dichiara la Presidente Ruo in una intervista a Adnkronos «in questo momento sono soprattutto i genitori stessi che debbono garantirlo cooperando».

Le Associazioni GeA Genitori Ancora e MEDEFitalia stanno promuovendo, in collaborazione con Cammino, questo decalogo perché oggi ancor più di prima è fondamentale lavorare per depotenziare i conflitti che nascono dallo scontro tra punti di vista differenti, da interpretazioni e prove di forza, così da evitare di esporre i figli a tensioni e guerre da cui, chiusi come sono nelle mura domestiche, senza relazioni allargate legate alle amicizie e alla scuola, non hanno possibilità di fuga.

Il decalogo di Cammino riporta queste indicazioni a protezione dell’infanzia:

  1. ogni decisione assunta dai genitori e dagli adulti, anche in questa situazione emergenziale, deve essere orientata al migliore interesse della persona di età minore;
  2. le persone di età minore hanno il diritto a mantenere una relazione profonda e un rapporto significativo con entrambi genitori, e continuare a essere cresciuti, tutelati ed educati da entrambi, compatibilmente con le restrizioni in atto e la necessità di tutela della salute pubblica e personale loro e dei familiari;
  3. i bambini e gli adolescenti hanno il diritto di comunicare emozioni, sensazioni, timori, frustrazioni e opinioni, sentendosi accolti e rispettati, senza sentirsi giudicati;
  4. le persone di età minore hanno il diritto di essere informati sulle vicende che sta attraversando il Paese in cui vivono, a formarsi una propria opinione e a esprimerla liberamente;
  5. le persone di età minore hanno il diritto alla salute, e a ricevere tutte le informazioni necessarie per garantire tale diritto, nel rispetto della loro età e della loro capacità di discernimento;
  6. i bambini e gli adolescenti hanno diritto di conservare intatti i loro affetti, di mantenere la relazione con i parenti di entrambi i rami genitoriali, con le figure di riferimento e con gli amici;
  7. i bambini e gli adolescenti hanno diritto di continuare a ricevere un’educazione e un’istruzione che li aiuti a sviluppare personalità e capacità, valorizzandone attitudini e inclinazioni;
  8. le persone di età minore hanno diritto al riposo, al tempo libero, al gioco, alle attività ricreative e motorie, e alla libera partecipazione alle attività culturali e artistiche;
  9. i bambini e gli adolescenti hanno il diritto di ricevere protezione e assistenza, di sentirsi rassicurati, confortati e sostenuti anche nell’uso di strumenti telematici;
  10. i figli hanno il diritto a non essere coinvolti strumentalmente nelle decisioni economiche dei genitori e di comprendere le ragioni del disagio economico dei mutamenti dello stile di vita familiare.

(Decalogo per la cura e il sostegno delle persone minori di età nel periodo di vigenza delle misure di contrasto al covid -19)

Diritto alla bigenitorialità ed emergenza sanitaria

Il diritto dei figli di passare del tempo con entrambi i genitori anche se separati, pur nell’emergenza del coronavirus, non è in discussione come non lo deve essere il principio della bigenitorialità, a cui tende la nostra pratica di mediatori familiari professionisti.

Sono molti i genitori che proprio in queste settimane stanno cercando faticosamente, l’aiuto dei loro legali e con il supporto di noi mediatori familiari, nuove organizzazioni, nuovi equilibri, nuovi spazi, che prevedano la possibilità per entrambi i genitori di trascorrere del tempo con i figli: la loro creatività e capacità di collaborare è la vera occasione per mostrare ai figli con l’esempio e la concretezza delle azioni che le emergenze ci possono far barcollare e mettere a dura prova ma se quella stessa emergenza viene affrontata insieme si è più forti e i legami si possono rinsaldare.

Alcuni genitori con cui noi mediatori stiamo mantenendo il contatto, seppur attraverso videochiamate, scelgono di accorpare più giorni di permanenza presso ciascun genitore per evitare eccessivi spostamenti, altri sospendono la frequentazione anche perché presso la casa dell’uno o dell’altro vivono persone anziane debilitate la cui salute potrebbe essere messa a rischio, altri ancora privilegiano la creazione di importanti e rassicuranti rituali che possano andare a scandire la nuova routine quotidiana anche attraverso piattaforme informatiche.

Ancora una volta è agli adulti che è affidato il compito e la responsabilità di negoziare con creatività affinché sia mantenuta una comunicazione che dia sicurezza e stabilità ai figli, perché la priorità sia il loro benessere.

Agli adulti e ai genitori in particolare viene nuovamente chiesto di dimostrare di riuscire a non farsi travolgere dagli eventi, dall’ostilità nei confronti dell’ex partner e dalle rivendicazioni ma di trovare come genitori, insieme, vie di uscita.

I bambini hanno bisogno di entrare in contatto con genitori disponibili a dare voce alle emozioni che stanno vivendo, in grado di mantenere uno sguardo positivo e costruttivo verso quel futuro che potrà essere meno cupo, perché, come scrive Fulvio Scaparro sul sito di GeA e di MEDEFitalia, associazioni da lui fondate, «(…) se tutti noi faremo ciò che dobbiamo, tra qualche tempo ritorneremo a vivere e ad esprimere all’aperto la routine gioiosa e vivace che caratterizza il nostro Paese».

Se, come nel caso di alcune famiglie che seguiamo non si può parlare certamente di “routine gioiosa”, un risultato incoraggiante potrebbe essere l’uscita dall’esperienza dell’isolamento certi di aver fatto di tutto per non far perdere ai bambini il diritto/piacere del contatto con entrambi i genitori.

Conclusioni

Il diritto dei figli di passare del tempo con entrambi i genitori anche se separati, pur nell’emergenza del coronavirus, non è in discussione come non lo deve essere il principio della bigenitorialità, a cui tende la nostra pratica di mediatori familiari professionisti.

L’appello che deve essere fatto è al buonsenso e alla responsabilità genitoriale, poiché la soluzione più auspicabile e pacifica è quella che deriva da un accordo equilibrato tra i genitori che, tanto nel rispetto della bigenitorialità quanto delle norme connesse all’emergenza, favorisca la continuità della relazione genitore/figli attraverso accordi maggiormente adatti alla specificità della loro vita e al benessere dei loro figli.

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